Frontex, l'Ue propone il rafforzamento: «Più agenti e task force per le crisi come Ceuta, diventi il braccio operativo per i rimpatri»
Frontex, l'agenzia Ue per il controllo delle frontiere esterne, si prepara a una mini rivoluzione. La proposta è della Commissione Europea, che vorrebbe trasformarla nel «braccio operativo principale» della politica di rimpatrio dei migranti. Tra le novità, il potenziamento fino a 30mila agenti del "Corpo permanente" che comprenderà una nuova "Riserva europea per le frontiere e i rimpatri". Per la cosiddetta "Return Reserve" la Commissione prevede 17mila agenti in più, che rimarranno a disposizione degli Stati membri e potranno essere dispiegati quando necessario. Tra le altre iniziative, una "Quick Reaction Force" per intervenire in situazioni di crisi, un nuovo "Centro di monitoraggio online" per l'individuazione di potenziali minacce alle frontiere e un "Centro di coordinamento dei rimpatri".
«L'Europa si impegnerà sempre per la protezione dei propri confini. È l'Europa a decidere chi può entrare nella nostra Unione e a quali condizioni. Per questo oggi proponiamo di rafforzare Frontex, affinché possa sostenere gli Stati membri ovunque e ogni volta ve ne sia bisogno, anche per quanto riguarda i rimpatri, dotandola del mandato e delle capacità che questa nuova realtà richiede», ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.
Task force Frontex per crisi alle frontiere come Ceuta
La Commissione europea propone di migliorare la capacità di Frontex di «individuare tempestivamente tendenze pericolose e di intervenire rapidamente in caso di emergenza o crisi», alla luce di quanto appreso dalla crisi verificatasi quest'anno a Ceuta. In particolare, propone «un centro dedicato al monitoraggio e alla risposta online, con il mandato esplicito per Frontex di monitorare i contenuti dei social media accessibili al pubblico, individuare sviluppi rilevanti per la gestione delle frontiere esterne e sostenere azioni contro contenuti online illeciti legati a rischi per la sicurezza delle frontiere». Prevista poi una «forza di reazione rapida, da dispiegare alle frontiere esterne con brevissimo preavviso, per assistere gli Stati membri nel far fronte tempestivamente a qualsiasi crisi o emergenza alle frontiere esterne». La decisione di procedere al dispiegamento può essere presa dal direttore esecutivo di Frontex, a seguito di una richiesta da parte di uno Stato membro che si trovi ad affrontare una situazione di emergenza. La Commissione punta poi a migliorare lo scambio di informazioni in situazioni di crisi, che include l'obbligo per gli Stati membri di segnalare, entro 24 ore, eventi che potrebbero avere un impatto significativo sulle frontiere dell'Ue, attraverso la rete dedicata Eurosur.
Il nuovo regolamento per digitalizzare le procedure per i rimpatri
Digitalizzare le procedure di rimpatrio, riammissione e reintegrazione in tutta l'Ue, migliorando la condivisione dei dati, semplificando e accelerando le procedure amministrative, riducendo l'onere amministrativo e consentendo l'elaborazione di statistiche accurate. Questo l'obiettivo della nuova proposta di regolamento sulla digitalizzazione dei rimpatri, presentato oggi a Bruxelles contestualmente alla proposta di regolamento su Frontex. Le nuove norme rafforzeranno inoltre il ruolo di Frontex nello sviluppo di una nuova architettura digitale dell'Ue a beneficio degli Stati membri, a sostegno del nuovo regolamento sui rimpatri, nel pieno rispetto degli standard di protezione dei dati e dei diritti fondamentali. La Commissione punta con questo regolamento a migliorare la gestione dei casi di rimpatrio, considerata frammentata e non sufficientemente digitalizzata. «I sistemi nazionali - osserva l'esecutivo Ue - presentano notevoli differenze e spesso non si integrano adeguatamente con gli strumenti dell'Ue».
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