Francesco Bonami a Mosca: la nomina a direttore di GES-2
Francesco Bonami, curatore italiano con cittadinanza statunitense e già consulente strategico dell’istituzione dal 2021, è stato nominato direttore artistico di GES-2 House of Culture, il centro culturale di Mosca promosso dalla V-A-C Foundation. Nel nuovo incarico, Bonami contribuirà a orientare la programmazione e a sviluppare i progetti artistici insieme al gruppo curatoriale, lavorando con il team alla selezione e allo sviluppo dei progetti. Il passaggio di ruolo con Alisa Prudnikova, curatrice russa e Programme Director dal 2022, è previsto per il 6 dicembre 2026, anche se dal 2027 Prudnikova proseguirà la collaborazione come curatrice indipendente, concentrandosi su studi accademici e residenze internazionali per House of Culture dopo averne ampliato negli anni attività di ricerca e collaborazioni internazionali. La nomina arriva però in una fase complessa per le relazioni culturali tra Russia e Occidente: dalla ripresa invasione nel tentativo di invadere l’Ucraina nel febbraio 2022, le collaborazioni tra istituzioni russe ed europee sono state investite da interrogativi politici e istituzionali, mentre numerosi scambi e progetti internazionali sono stati sospesi.
Nel comunicato ufficiale della nomina, Bonami ha affermato: «A mio avviso, il ruolo di Direttore Artistico consiste nel catalizzare l’energia artistica. Il nostro obiettivo comune è individuare i progetti migliori per il GES-2. La mia esperienza dovrebbe essere d’aiuto in questo senso».
Nato a Firenze nel 1955, Francesco Bonami è un curatore e critico d’arte. Ha lavorato muovendosi tra istituzioni museali e grandi manifestazioni internazionali, costruendo una carriera che vede la direzione artistica della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino, mantenuta dal 1995 al 2018, e l’incarico di senior curator al Museum of Contemporary Art di Chicago, ricoperto dal 1999 al 2008. Nel 2003 ha diretto la 50ª Biennale di Venezia, mentre nel 2000 ha partecipato alla curatela di Manifesta 3 a Lubiana, e nel 2010 a quella della Whitney Biennial di New York. Il suo percorso si è sviluppato tra attività critica e progetti di divulgazione, con un’attenzione rivolta alle trasformazioni del linguaggio artistico contemporaneo e alle modalità con cui le opere entrano in relazione con il pubblico.

Il legame con la scena russa ha inizio quando, nel 2010 e nel 2011, Bonami ha curato con Irene Calderoni Modernikon. Contemporary Art From Russia, mostra dedicata all’arte contemporanea russa presentata a Torino e Venezia. Nel 2017 V-A-C Press ha pubblicato in russo il suo libro Lo potevo fare anch’io!, dedicato alla comprensione dell’arte contemporanea e alle difficoltà che spesso accompagnano il rapporto tra opere e spettatori. Nel 2024, poi, Bonami ha curato con Zelfira Tregulova Square and Space. From Malevich to GES-2, progetto che ha messo in relazione l’eredità dell’avanguardia con la storia e l’identità dell’istituzione moscovita.
In quell’occasione, Bonami ha affermato: «Il mio rapporto di collaborazione e amicizia con la V-A-C Foundation va avanti dal 2008, da 16 anni, e non si è mai interrotto. Non sono stato “attirato” quindi e non da Mosca ma da un progetto culturale che rimane una delle poche zone di speranza. Ges2 disegnata da Renzo Piano e Rpbw è un luogo vitale visitato dalla sua apertura da più di un milione di persone che al suo interno trovano una tranquillità e un’offerta culturale eccezionali. Distruggere o interrompere il dialogo e lo scambio culturale significa da sempre abbandonare ogni speranza di pace. Da curatore sento la responsabilità verso le giovani generazioni di mantenere questo dialogo aperto, non importa il rischio che posso correre, sia professionale che personale. La mia non è una decisione ma banalmente un obbligo intellettuale. La mostra sarà un grande riflessione sulla trasformazione del rapporto fra opera d’arte, architettura e spazio sociale. Dal gesto radicale alla cultura dei selfie».
GES-2 House of Culture, da centrale elettrica a centro culturale
GES-2 ha aperto al pubblico il 4 dicembre 2021 negli spazi di una ex centrale elettrica dei primi del Novecento situata sull’argine di Bolotnaya, nel centro di Mosca, proprio di fronte al Cremlino, un edificio trasformato su progetto dello studio di Renzo Piano in un centro dedicato alla produzione e alla diffusione della cultura contemporanea. La denominazione “House of Culture” richiama il modello delle “case della cultura”, luoghi storicamente destinati ad accogliere attività artistiche, formative, teatrali e cinematografiche della vecchia Unione Sovietica. GES-2 ne propone una reinterpretazione in chiave contemporanea, con una programmazione che ne mantiene la multidisciplinarietà mettendo in relazione arti visive, performance, musica, attività laboratoriali e iniziative rivolte al pubblico.
La V-A-C Foundation
Lo spazio è stato sviluppato dalla V-A-C Foundation, fondata a Mosca nel 2009 da Leonid Mikhelson, imprenditore attivo nel settore energetico e a capo di Novatek, tra i principali produttori di gas naturale in Russia. La Fondazione ha promosso progetti dedicati alla sperimentazione artistica e alla diffusione della cultura contemporanea, sviluppando attività anche fuori dal Paese, tra cui quelle ospitate a Palazzo Zattere, a Venezia. Il profilo del suo fondatore, però, introduce una questione che riguarda il rapporto tra finanziamenti privati e autonomia culturale: Mikhelson è infatti un magnate del gas, una figura di primo piano dell’economia russa ed è considerato vicino al presidente Vladimir Putin. La dimensione privata della fondazione non la rende estranea al contesto economico e politico in cui opera; al contrario, le risorse che sostengono il progetto culturale provengono da un’attività strettamente legata a un settore strategico per l’economia russa.
Nel 2022, l’allora direttore artistico della Fondazione, Francesco Manacorda, lasciò l’incarico a causa dell’invasione russa dell’Ucraina, mentre le attività della sede veneziana di Palazzo Zattere furono sospese. GES-2, invece, ha continuato a operare a Mosca.
Poco dopo l’inizio della guerra, anche l’artista islandese Ragnar Kjartansson annullò le performance previste a GES-2, dichiarando: «Non è possibile presentare questo lavoro mentre comincia l’orrore».
La nuova direzione e i prossimi progetti
Nel nuovo ruolo, Bonami lavorerà con il gruppo curatoriale alla selezione e allo sviluppo dei progetti, contribuendo a dare continuità al programma già avviato. Tra i progetti già annunciati figura Things, Idols, Bananas, previsto per dicembre 2026 e curato da Bonami insieme a Dmitry Belkin. Le linee tematiche e i progetti per il prossimo triennio saranno presentati entro la fine dell’anno, e la nuova direzione dovrà confrontarsi con un programma in evoluzione, che mantenga il rapporto tra produzione e ricerca artistica, insieme a un’apertura a linguaggi differenti che caratterizza l’identità dichiarata del centro.
Dopo il febbraio 2022, la possibilità di collaborare con istituzioni russe è diventata oggetto di un confronto che coinvolge artisti, curatori, musei e organizzatori di eventi. Resta da vedere come le scelte artistiche del prossimo triennio si misureranno con il contesto in cui il centro opera e quale spazio sarà possibile riservare alla dimensione internazionale del progetto. E se quello del delicato rapporto con la Russia è un tema che ha attraversato l’edizione della Biennale di quest’anno e ha infuocato manifestazioni e proteste, la nomina di Bonami riapre con forza questo capitolo e continua a interrogare il sistema dell’arte su quanto – e su come – un progetto culturale possa dirsi davvero indipendente rispetto a strutture economiche e politiche che lo rendono possibile.