Foro Boario, il parking al Tar: il Comune si costituisce contro il ricorso

Il Comune passa al contratto sul progetto del nuovo hub dell'intermodalità dell'ex Foro Boario. La Giunta guidata da Adriana Poli Bortone ha deciso ieri di costituirsi davanti al Tar di Lecce nel giudizio promosso dal Comitato cittadino Foro Boario e ha affidato la difesa dell'ente all'avvocato Pietro Quinto (per un totale di 13mila euro dopo che il professionista ha ridotto il compenso inizialmente preventivato).

La decisione del Comune arriva dopo la notifica del ricorso con cui il Comitato chiede di annullare, previa sospensione, la delibera del Consiglio comunale del 30 luglio scorso e gli altri atti collegati al progetto. Palazzo Carafa, dunque, tira dritto sulla trasformazione dell'ex Foro Boario in un grande parcheggio di interscambio.

Ma facciamo un passo indietro. L'intervento, dal valore complessivo di 29 milioni di euro e finanziato attraverso il Contratto Istituzionale di Sviluppo, è nato con l'amministrazione di Carlo Salvemini: il progetto originario prevedeva un parcheggio interrato su tre livelli da circa mille posti auto, una velostazione con un centinaio di stalli per biciclette, punti di ricarica per veicoli elettrici, stalli per autobus urbani, extraurbani e turistici oltre alla riqualificazione degli spazi esterni.

L’amministrazione Poli Bortone ha, poi, rivisto il progetto scegliendo di abbandonare la soluzione interrata in favore di una struttura multipiano fuori terra ridimensionata a 766 posti auto. Ed questa modifica a rappresentare il principale terreno di scontro prima con l’opposizione e dopo con il Comitato Foro Boario che ne ha contestato l’impatto urbanistico e ambientale. E infatti nel ricorso al Tar e nell’esposto presentato ai carabinieri (per l’ipotesi di falso in atto pubblico) il Comitato contesta soprattutto l’iter seguito dall’amministrazione: secondo i residenti, la delibera del Consiglio comunale del 30 luglio scorso avrebbe fatto riferimento a un progetto definitivo che, a quella data, non era ancora stato sottoposto a una verifica e validazione conclusiva.

La versione effettivamente verificata dalla società Protos, incaricata del controllo, sarebbe stata infatti approvata successivamente dalla Giunta Poli. È sui tempi di questo passaggio che il Comitato concentra una parte delle proprie contestazioni. Il rapporto di verifica della Protos sarebbe stato firmato il 22 settembre scorso mentre il giorno successivo, alle 10.07, il responsabile unico del progetto avrebbe sottoscritto il rapporto di validazione. Alle 12 dello stesso giorno la Giunta si sarebbe riunita per approvare la versione revisionata del progetto.

In realtà, nel mirino del Comitato è finito anche il contenuto del progetto che nei due mesi successivi alla delibera consiliare avrebbe subito modifiche considerate rilevanti sotto il profilo urbanistico e ambientale. Secondo quanto sostenuto dai residenti, sarebbe aumentata la superficie coperta, mentre sarebbero diminuite le aree verdi e le aiuole. Contestata anche la crescita della struttura. Sempre secondo il Comitato, la superficie coperta sarebbe salita a 5.485,20 metri quadrati, con un incremento di 285,20 metri quadrati, mentre la volumetria fuori terra avrebbe raggiunto i 61.540 metri cubi, 3.540 in più rispetto alla precedente versione. L’altezza massima indicata nel progetto sarebbe di 15,50 metri. Ora, dopo la battaglia politica, la parola passa ai giudici, chiamati a stabilire se le contestazioni sollevate dal Comitato siano fondate e se l’iter seguito dall’amministrazione abbia rispettato tutte le prescrizioni previste dalla normativa.

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