Forcella, preso boss latitante: «Era nell’armadio di casa»

Quando ha capito che i carabinieri non avrebbero lasciato la casa, ha deciso di uscire allo scoperto. È sbucato dall’armadio, poi ha stretto la mano ai militari che lo avevano stanato: «Eccomi, sono qua: possiamo andare». Fine della latitanza per Giuseppe Del Prete, irreperibile dallo scorso tre marzo. È ritenuto reggente del clan Mazzarella ed è stato stanato a casa sua. All’interno dell’appartamento di via Sant’Agostino alla Zecca, non lontano dal posto in cui - ormai 21 anni fa - venne ammazzato Edoardo Bove, all’epoca reggente del clan Giuliano. Dinamiche territoriali ben note ai carabinieri della compagnia Napoli Stella, che ieri mattina hanno fatto irruzione all’interno dell’appartamento segnalato come possibile covo. Silenzio tombale nel quartiere, i militari non si sono fermati a una prima ricognizione in casa. Hanno puntato dritto all’armadio, all’interno di una delle stanze da letto.

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L'operazione

Poche parole sono bastate per far capire a Giuseppe Del Prete che la fuga era finita. Finisce in cella in base a una misura cautelare firmata dal gip di Napoli, sulla scorta delle indagini coordinate dal capo del pool anticamorra Sergio Amato, al termine del lavoro investigativo della Squadra Mobile. Stando ai pm, Giuseppe Del Prete va considerato il reggente del clan Mazzarella, in una zona - parliamo di Forcella - dove sono concentrate diverse piazze di spaccio. Contro di lui il contenuto di alcune intercettazioni, ma anche le accuse di Salvatore Mazzarella, alias ‘o russ, che lo ha indicato come una sorta di successore designato alla leadership su Forcella. Un personaggio di spicco alla guida del cartello Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella, nel corso di una evoluzione criminale durata circa venti anni. Dal potere degli storici boss dei Giuliano (da tempo pentiti), all’avvento dei Mazzarella, per passare - una decina di anni fa - al terremoto provocato dalle cosiddette paranze dei bambini capitanate da Emanuele Sibillo (ucciso durante un agguato contro i rivali dei Buonerba).

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Il pentito

Restiamo alle accuse più recenti. Riflettori puntati sulle piazze di spaccio nelle zone di Forcella, della Maddalena, dei Tribunali, del Mercato, ma anche di piazza San Gaetano e in alcuni punti delle cosiddette Case Nuove. In sintesi, un pezzo di centro storico era nelle sue mani, a proposito di narcotraffico. Un pezzo di economica criminale che per anni ha foraggiato quella che viene ritenuta una sorta di dynasty familiare. Stando alle ultime indagini, infatti, in città sono due i cartelli che si contendono i business illegali: i Mazzarella da un lato, quelli dell’Alleanza di Secondigliano dall’altro. Due eserciti pronti a rafforzare il proprio potere in una città che ha mostrato negli ultimi anni - specie nel centro storico - una straordinaria forma di dinamismo sotto il profilo economico e della ricezione turistica. Sono diverse le inchieste che puntano ad accertare i circuiti del riciclaggio del denaro sporco. Che fine fanno i soldi della droga? Verifiche in corso, anche alla luce di indagini patrimoniali che puntano a fare luce su atti di compravendita e passaggi di quote societarie. Ma torniamo al blitz dei carabinieri. All’interno dell’abitazione di via Sant’Agostino alla Zecca, c’era anche la figlia di Del Prete, una giovane donna di 27 anni, che va ritenuta estranea alle accuse mosse al presunto reggente. Il resto è storia da scrivere: a partire dai custodi della latitanza dell’uomo indicato come gestore di un pezzo di narcotraffico cittadino.