Fondazione Cassamarca e la guerra a Comune e Provincia: «Avanziamo un milione di euro per Villa Franchetti e le tasse dell'Appiani»

TREVISO Fondazione Cassamarca batte cassa. E chiede il saldo di un milione di euro alla Provincia, mentre a Ca' Sugana ricorda di regolarizzare il passaggio di proprietà dei 1200 metri quadrati dell'Area Appiani da anni ormai utilizzati per ospitare gli uffici del settore Lavori Pubblici. Una richiesta, quella fatta al Comune, non banale: Fondazione continua a pagare le imposte a carico dei proprietari di immobili ma su uno spazio, di fatto, utilizzato e mai regolarizzato con un passaggio di proprietà definitivo.

Sono due situazioni che si trascinano da anni e sono i rimasugli degli accordi non ancora applicati del Risiko immobiliare avviato nel 2007 e poi rivisto negli anni seguenti. Il 3 agosto scorso il presidente di Fondazione Luigi Garofalo ha deciso di rompere gli indugi: ha spedito una lettera al sindaco Mario Conte e al presidente della Provincia Marco Donadel chiedendo il rispetto dei patti. Non ancora una diffida ufficiale, ma un avvertimento che ha fatto scattare il campanello d'allarme. Soprattutto in Provincia.

Il saldo

La prospettiva di dover pagare un milione di euro ha allarmato il presidente Donadel e tutti i dirigenti del Sant'Artemio che sono andati a rileggersi convenzioni e accordi firmati con Fondazione. La vicenda del milione di euro è legata alla restituzione di villa Franchetti alla Provincia da parte di Fondazione. Nel 2007 la villa veneta venne data dalla Provincia a Fondazione nell'ambito degli accordi del Risiko Immobiliare: Ca' Spineda ottenne il diritto di utilizzarla per 30 anni e puntava a trasformarla in sede universitaria, vecchio pallino dell'allora presidente di Fondazione Dino De Poli. Il passaggio venne formalizzato solo nel 2010. Progetto però mai decollato. La villa è restata chiusa, inutilizzata anche se nel 2016 Fondazione, Comune di Treviso e Provincia hanno firmato un convenzione ridisegnando parte del Risiko ribadendo il passaggio della villa a Fondazione per scopi universitari e formalizzando la cessione a Ca' Sugana di 1200 metri quadrati nell'area Appiani con la formula del comodato d'uso con diritto potestativo di acquisto da parte del Comune.

La fine

Parte di questo disegno è restato però lettera morta. Se Ca' Sugana ha trasferito veramente gli uffici dei Lavori Pubblici all'Appiani, la parte riguardante villa Franchetti non è stata mai concretizzata. In quegli anni poi Fondazione è entrata in una profonda crisi e ha chiuso il rubinetto degli investimenti. E la villa ha continuato a restare chiusa e inutilizzata fino a diventare un peso di cui liberarsi.

Nel 2022 Fondazione, sotto la guida di Garofalo, è riuscita a trovare un accordo con la Provincia per restituirla: la villa è tornata così di proprietà dell'ente all'epoca guidato da Stefano Marcon. A Ca' Spineda viene però riconosciuto un milione di euro per compensare le spese sostenute negli anni per la manutenzione degli ambienti storici e del parco oltre per il mancato utilizzo e la chiusura anticipata della convenzione trentennale. Ma quei soldi, dicono a Ca' Spineda, non sono mai arrivati. Mentre Ca' Sugana, secondo la Fondazione, non ha ancora regolarizzato il passaggio di proprietà degli spazi all'Appiani.

E Garofalo ha deciso di fare la voce grossa. Il 25 novembre 2025 ha spedito una prima lettera in Provincia e in Comune per ricordare gli accordi presi. E il 3 agosto lo ha ribadito. Ovviamente la questione più importante è quella legata alla Provincia a cui viene chiesto il pagamento del milione di euro. Se con Ca' Sugana tutto si risolverà con una firma, e gli uffici comunali si stanno già muovendo in tal senso, con l'ente con sede al Sant'Artemio la vicenda è più complessa e rischia di finire in uno scontro in tribunale.