Flora, alunni "sigillati" all'interno dell'edificio a ricreazione: è vietato uscire in cortile per la merenda. Il regolamento
PORDENONE - Ricreazione “sigillati” all’interno dell’edificio scolastico, possibilità di mangiare il panino con il prosciutto o la pizzetta tra i banchi, con deroga a uscire in corridoio per acquistare uno snack alle macchinette o andare alla toilette. All’Isis Flora di Pordenone, i dieci minuti di ricreazione, dalle 11.10 alle 11.20, si trascorrono al chiuso: è vietato infatti uscire in cortile per sgranchirsi le gambe e prendere una boccata d’aria. A raccontarlo famiglie e soprattutto studenti, a cui piacerebbe trascorrere il tempo della merenda facendo due passi nell'ampio giardino, viste le cinque ore di lezione.
A disciplinare l’orario della ricreazione, l’articolo 36 del regolamento di istituto a pagina 15. «Durante l’intervallo - si legge nel documento - gli studenti restano all’interno dell’edificio scolastico. La sorveglianza è assicurata dagli insegnanti, secondo turni stabiliti, e dal personale ausiliario. Le modalità di sorveglianza sono indicate nelle comunicazioni annuali specificatamente emanate».
Merenda al chiuso, ecco perché
Merenda al chiuso, dunque, anche nei periodi più caldi dell’anno. I motivi che hanno portato a questa scelta potrebbero essere due: la sorveglianza e la pulizia.
Per quanto riguarda il primo punto, al momento i docenti attuano un doppio controllo all’interno delle aule e nei corridoi, dove sono presenti anche i collaboratori scolastici. Probabilmente permettere agli alunni di uscire in cortile, renderebbe più difficile la vigilanza. La seconda ipotesi potrebbe essere legata alla pulizia. Far entrare e uscire 750 studenti in giardino, anche se solo per dieci minuti, vorrebbe dire pavimenti più sporchi e di conseguenza più lavoro per i collaboratori scolastici. Che negli istituti sono sempre meno. E così la ricreazione si fa dentro.
Il caso precedente, nato all’interno dell’istituto diretto da Paola Stufferi, era quello legato alla pausa pranzo. Diverse famiglie si sono lamentate per il fatto che i figli - anche sotto la pioggia - debbano trascorrere l’intervallo tra la fine delle lezioni e l’inizio del rientro pomeridiano fuori dall’istituto. Sempre per una ragione di sorveglianza. Il “diktat” in una circolare.