Filippo Galli racconta il vero Baresi: “Era da Pallone d'Oro. Fategli una statua a San Siro"
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La morte di Franco Baresi ha sconvolto tutto il mondo. Più di tutti, inevitabilmente, a subire il colpo di tale perdita sono stati i tifosi rossoneri ed i suoi ex compagni di squadra.
Tra questi c'è proprio Filippo Galli, ex calciatore rossonero e compagno di squadra di Baresi dal 1983 al 1996, che in un'intervista rilasciata a Tuttosport ha ripercorso un legame nato sugli spalti di San Siro e proseguito poi per anni negli spogliatoi rossoneri.
"A 17 anni ero in curva e l'ho visto vincere lo scudetto da giovanissimo, poi siamo diventati compagni", racconta Galli, ricordando come già da ragazzo Baresi mostrasse "una grande capacità di tenere il campo" nella "Scala del calcio". Un'ammirazione che, una volta diventati compagni di squadra, si sarebbe trasformata in un rapporto quotidiano fatto di lavoro e crescita reciproca.
"E' stato il più grande di tutti, credo davvero sia stato il giocatore più forte con cui abbia mai giocato. Oggi direi che con la capacità di costruire dal basso sarebbe tra i migliori, portava palla senza paura, è stato un giocatore che ha guidato ed è stato un leader con l'esempio, un uomo di poche parole, di tanti silenzi che facevano rumore ed erano proprio suoi. Il suo carisma e la sua personalità erano sempre chiari a tutti".
Galli descrive un leader capace di comandare senza bisogno di alzare la voce, dando l'esempio ed essendo irreprensibile in tutto, dai minimi dettagli degli allenamenti al comportamento fuori dal campo. Nella sua vita extra calcio, a proposito, l'ex rossonero racconta di un Baresi schivo, ma che sapeva comunque stare in compagnia:
"Era una persona schiva, chiusa direi, però che sapeva comunque stare in compagnia: era uno che giocava a carte, sapeva giocare molto bene a briscola a chiamata e a biliardo. Non era "quell'orso" che oggi è stato dipinto, in squadra era molto presente e sapeva fare gruppo. Se era forte a carte? Si, si, io restavo fuori. Lui e Damiani si incazzavano quando giocavano e qualcuno non si ricordava le carte!".
La grandezza di Baresi vissuta da vicino
Chi meglio di chi l'ha vissuta da distanza ravvicinata può parlare della grandezza immensa di Franco Baresi? Filippo Galli infatti, procedendo nel proprio racconto, ha descritto le doti del Capitano.
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«Oltre alle sue qualità difensive, riconosciute da tutti, era un libero che sapeva avanzare palla al piede e non aveva paura della pressione che arrivava dall'avversario. Era il primo a costruire l'azione d'attacco. Oggi si parla di costruzione dal basso, la sua era una costruzione più soggettiva, legata a lui e alla sua intraprendenza, al suo coraggio, alla sua capacità e alla sua tecnica funzionale alla squadra».
Poi, sul Pallone d'Oro tanto discusso:
"Sì, per me era da Pallone d'Oro tutta la vita. Bisognerebbe fare una petizione affinché gli venga assegnato alla carriera. E aggiungo: credo pure che dovrebbe essere eretta una sua statua a San Siro in suo ricordo, come fanno nel calcio inglese, che omaggia così le icone dei propri club».