FerX: dal 25 agosto le domande per incentivi fino a 27 GW di rinnovabili
Le regole operative del Gse
Pubblicate, con decreto direttoriale del Mase, le regole operative predisposte dal Gse per accedere alle aste

Entrano nel vivo le procedure per arrivare a una nuova tornata di aste per il supporto economico alle rinnovabili. Sono state pubblicate ieri, con decreto direttoriale del Mase, le regole operative predisposte dal Gse per accedere alle aste del FerX che riguardano complessivamente 27,15 GW di rinnovabili con potenza superiore a 1 MW. Gli impianti sotto questa potenza, fino a un massimo di 10 GW, possono accedere direttamente agli incentivi senza passare dalle aste.
Domande di approfondimento generate da 24Ore AIDal 25 agosto la qualificazione preliminare
Il decreto ministeriale, pubblicato in Gazzetta la scorsa settimana, introduce un giro di vite per partecipare rispetto a quanto previsto in passato. È necessario passare da una fase di qualificazione preliminare (al fine di poter presentare poi la manifestazione di interesse per l’asta) per la quale la domanda va presentata a partire dal 25 agosto. Il Gse si impegna a dare una risposta entro 90 giorni, che si riducono a un massimo di 60 giorni per la prima asta che si terrà entro l’autunno. Le richieste di qualifica preliminare per partecipare alla prima asta vanno presentate entro il 30 settembre. Questa richiesta può essere presentata esclusivamente accedendo all’apposita funzionalità del Portale FER-X Definitivo.
Amessi nuovi impianti o rifacimenti
Oltre a introdurre il possesso di nuovi requisiti oggettivi, le regole del FerX definitivo aprono a varie tipologie di intervento: la nuova costruzione, il rifacimento integrale, il potenziamento e rifacimento parziale. Gli interventi di nuova costruzione sono ammissibili per tutte le tipologie di impianto; il rifacimento integrale è previsto per tutte le tipologie di impianto, ad esclusione degli impianti idroelettrici installati sugli acquedotti; il potenziamento è previsto per tutte le tipologie di impianto, ad esclusione degli impianti idroelettrici; l’intervento di rifacimento parziale non è contemplato per gli impianti eolici e fotovoltaici.
Aste dedicate a componenti non cinesi
Come avvenuto per il FerX provvisorio, anche questa nuova tornata di aste prevede un capitolo dedicato agli impianti che non utilizzano componenti prodotti in paese terzi verso i quali la Ue vuole limitare la dipendenza. Come la Cina, ad esempio. A queste aste possono partecipare impianti che non devono avere prodotti o assemblare prodotti provenienti da quei paesi. Nel caso del fotovoltaico,ad esempio, prodotti che siano a base di silicio policristallino di grado solare; lingotti di silicio di grado solare o equivalenti; wafer fotovoltaici o equivalenti; vetro solare; inseguitori fotovoltaici e loro supporti specifici. Sono previsti, inoltre, casi che consentano di acquisire priorità nelle graduatoria: in particolare, interventi su impianti fotovoltaici esistenti realizzati in aree agricole a patto che non prevedano un aumento dell’occupazione di suolo nella situazione post-intervento. E ancora: qualora l’intervento ricada in aree idonee o in aree di accelerazione. O nel caso in cui il proprietario o gestore dell’impianto abbia sottoscritto contratti di approvvigionamento di energia a lungo termine (Contratti PPA) di durata almeno pari a 10 anni. «Con la pubblicazione delle regole operative del Fer X definitivo compiamo un passo importante verso la piena attuazione di una misura strategica per il futuro energetico del Paese – ha detto Vinicio Mosè Vigilante, ad del Gse - le regole forniscono agli operatori un quadro chiaro e definito delle modalità di accesso agli incentivi e delle procedure necessarie per partecipare ai meccanismi previsti dal decreto, favorendo una rapida attivazione degli investimenti».
Si accede solo con autorizzazione e connessione alla rete
I requisiti fissati dal decreto prevedono che possano accedere direttamente al meccanismo di supporto, gli impianti a fonti rinnovabili con potenza inferiore o uguale a 1 MW che abbiano avviato i lavori successivamente alla data di entrata in vigore del decreto e che possiedono i requisiti di tutela ambientale necessari anche per rispettare il principio del “Do no significant Harm (DNSH) (requisto anche per gli impianti di potenza superiore). Quanto alle aste, gli impianti ammessi (di potenza superiore a 1 MW) dovranno avere già in fase preliminare il possesso del titolo abilitativo alla costruzione e all’esercizio dell’impianto, nonché del preventivo di connessione alla rete elettrica accettato in via definitiva e registrazione dell’impianto sul sistema Gaudi di Terna - il portale che consente di identificare in modo univoco tutte le realizzazioni green - validata dal gestore di rete. Per poter partecipare alle aste, gli impianti dovranno essere preliminarmente qualificati e aver presentato una manifestazione di interesse indicando, nell’istanza di partecipazione, un’offerta di riduzione percentuale sul prezzo di esercizio superiore. Ancora: dovranno avere la conformità alle norme nazionali e unionali in materia di tutela ambientale e dovranno rispettare l’obbligo di partecipazione al mercato di Bilanciamento e di Ridispacciamento.