Ferrari CZ26, il pezzo unico da collezione | FormulaPassion.it
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Da una costola della SF90 Stradale ibrida Maranello fa nascere una “One-Off” spogliata di tutto. E’ stata presentata in California
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Pubblicato il 14 Agosto 2026 ore 07:17
3 minuti
Monterey, California. Tra le colline dove i miliardari vanno a farsi fotografare accanto alle proprie fantasie a quattro ruote, Ferrari ha svelato la CZ26. Una “One-Off”. Cioè un pezzo unico. Cioè qualcosa che esiste solo perché un signore americano ha telefonato a Maranello e ha detto: «Fatemi una cosa che non abbia mai visto nessuno, ma che sia comunque una Ferrari». E Flavio Manzoni, con la pazienza di chi sa che i sogni americani si pagano in anticipo, ha tirato fuori dal cilindro del Design Studio questa supercar.
La CZ26 nasce dalla SF90 Stradale, solo che qui hanno deciso di depurarla. Di toglierle tutto ciò che non fosse essenziale. Il risultato è una macchina che sembra un’estrusione di metallo: parte dalla maschera anteriore e finisce in una coda tronca, come se qualcuno avesse preso un blocco di materia e l’avesse spinto fuori da uno stampo. Due volumi, massa centrale pura, quattro “muscoli” sui passaruota. Il frontale è una maschera a tutta larghezza che inghiotte fari ultrasottili, prese d’aria e sensori. Il posteriore ha fanali a sbalzo e un diffusore orizzontale che allarga la macchina fino a farla sembrare più larga di quanto non sia.
Il progetto
Gli elementi funzionali non sono applicati: emergono dalla superficie come se la carrozzeria stessa li avesse generati. Un linguaggio che, dicono a Maranello, richiama il design industriale italiano degli anni Settanta. Solo che negli anni Settanta le cose si facevano per la gente. Oggi si fanno per un solo cliente.
Le finezze
Il colore si chiama Argento Veloce: un argento liquido che fa sembrare la macchina già in movimento anche da ferma. A contrasto, il Rosso Lampante (nome meraviglioso, da romanzo di Buzzati) sottolinea le parti tecniche. I cerchi sono neri lucidi. Gli scarichi in titanio grezzo. Dentro, tessuto tecnico nero, inserti stampati in 3D, ricami con il logo CZ26 e qualche tocco di Rosso Lampante perché non si dimentichi che siamo ancora in Italia.
Gli interni
L’abitacolo è una cellula nera incastonata nella scocca. Come se il guidatore fosse un passeggero d’eccezione di un’astronave privata. L’aerodinamica, ovviamente, è stata rifatta da cima a fondo: condotti, generatori di vortici, air curtain, spoiler, diffusore.
La CZ26 è, in fondo, la dimostrazione che l’eccesso può essere essenziale. Che la purezza formale, oggi, è un lusso riservato a chi può permettersi di far disegnare un’auto come si disegna un vestito su misura. Un cliente americano, un designer italiano, una macchina che non esisterà in nessun altro esemplare.