Ferrari Amalfi Spider, la prova della nuova Rossa scoperta
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Il più possibile dei sogni impossibili. Guidare con il vento nei capelli (chi ne ha) con una decappottabile del Cavallino Rampante lungo il mare e al sole (della Grecia in questo caso) è un desiderio di molti. Per realizzarlo con una Ferrari Amalfi Spider basta “appena” l’equivalente di undici redditi imponibile medi pro capite (25.125 euro), ossia attorno ai 270.000 euro.
È un’auto che – malgrado la più “impegnativa” trazione posteriore – possono guidare praticamente tutti, anche nella normale vita quotidiana, almeno in teoria. È una due posti +2 che per essere condotta come merita necessita di qualcosa in più della semplice patente. Occorrono abilità e anche nervi saldi, anche se i sistemi di assistenza (peraltro nemmeno troppo invasivi) aiutano chi sta al volante. Per schizzare da 0 a 100 servono 3,3”: ci sono Suv che impiegano anche meno, ma non è quello il punto. Il punto è la leggerezza di questa vettura, quasi cinematografica erede della Roma Spider e di altri modelli a cielo aperto che hanno fatto la storia dell’auto. E che piacciono curiosamente ai clienti di paesi dove – prima degli stravolgimenti climatici – le temperature non sono gradevoli come sul bacino del Mediterraneo: Gran Bretagna e Germania in testa, almeno in Europa.
Quasi deliziosa in appoggio, consente di accarezzare le curve, che pure si possono affrontare a velocità elevate perché è stabilissima e può contare su uno sterzo diretto e preciso. Oltremodo rassicurante anche la frenata, che è allo stesso tempo dolce e implacabile: meno di 31 metri per passare da 100 a 0. La Ferrari Amalfi Spider è una di quelle auto accanto alla quale o al volante della quale si desidera essere visti e anche fotografati, tranne che dalle telecamere delle forze dell’ordine. Sorprende il comfort acustico e termico della capote in tela particolarmente sofisticata e a più strati: un concentrato di tecnologia e eleganza che distingue il Made in Italy.
Evoluzione della Coupé, la spider è lunga 4,66 metri (meno di quelli che dimostra) e larga 1,97 (2,17 con i retrovisori) con un’altezza di 1,3, tanto che per accomodarsi sul sedile è meglio non aver mangiato troppo prima di salire. Nemmeno a pensarci se si prende in considerazione di provare a infilarsi negli strapuntini posteriori, che possono venire utilizzati da eventuali fortunatissimi bambini. O per i bagagli. O per la spesa.
Sulla bilancia, a secco, si ferma sotto i 1.560 Kg, ragione per la quale è impressionante come esce dalle curve. Coerentemente con l’impostazione di Ferrari e anche di un’auto sostanzialmente sportiva (anche se non estrema), lo schermo per l’infotainment è inserito un po’ (troppo) in basso nella plancia e i comandi per gli indicatori di direzione si trovano all’interno del volante e si azionano con una gestualità insolita per chi non guida le vetture del Cavallino, cioè la maggior parte dei comuni mortali.
Il volume del bagagliaio, un parametro non troppo rilevante per chi dovesse optare per la Amalfi Spider, è compreso tra 172 e 255 litri, a seconda che il tettuccio a comando elettrico sia aperto o chiuso: 13,5” per la manovra, che si può effettuare fino a 60 orari. Per contenere i fruscii c’è anche un deflettore dentro l’abitacolo: l’attivazione è elettrica, il riposizionamento è manuale.
Tra le molteplici soluzioni tecnologiche c’è l’ala posteriore a tre posizioni che modifica la deportanza a seconda delle andature. Con il manettino rosso inserito nel volante si scelgono le modalità di guida, fino alle Race e Esc Off (solo per chi ci sa veramente fare): anche nel rombo, ci sono cambiate (la trasmissione è automatica a doppia frizione a otto rapporti con leve al volante) che ricordano le inconfondibili “doppiette” di una volta.
Il V8 turbo da 3.9 litri scarica a terra 640 cavalli con una coppia di 760 Nm e un rapporto peso potenza di 2,42 Kg/Cv. Infine, il “dettaglio” dei consumi: con gli attuali prezzi, un pieno costa grosso modo 160 euro (il serbatoio è da 80 litri), e dopo 206 chilometri al volante se ne sono già andati una trentina. Una Ferrari non si guida tutti i giorni, ma per i lettori ci si… “sacrifica”. Nella speranza di non ricevere posta dalla polizia ellenica.