Femminicidio Coriano, l’autopsia: Tania uccisa a martellate, sferrati almeno 4 colpi
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Commozione ieri durante la manifestazione in memoria della 63enne. I presenti hanno ribadito il diritto delle donne “di essere vive, libere e rispettate”. Sperindio è stata ammazzata dall’ex marito Mario Bonifazi

Autopsia, i primi riscontri Tania uccisa a martellate: sferrati almeno 4 colpi

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Rimini, 23 luglio 2026 – Sarebbero almeno quattro, o forse di più, i colpi che hanno provocato la morte di Tania Sperindio. Colpi sferrati con un oggetto contundente, molto verosimilmente un martello (lo stesso sequestrato dai carabinieri sul luogo del delitto). È il primo dato che emergerebbe dagli accertamenti autoptici eseguiti sul corpo della 63enne uccisa il 15 luglio scorso nella casa di via Agello, a Mulazzano di Coriano. L’esame, disposto dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Rimini (il fascicolo in mano ai pubblici ministeri Paola Bonetti e Luca Bertuzzi), è stato affidato al medico legale Donatella Fedeli, mentre la difesa di Mario Bonifazi, rappresentata dall’avvocato Massimiliano Orrù, ha nominato come consulente il medico legale Pierpaolo Balli. Mentre gli specialisti lavorano per ricostruire nel dettaglio la dinamica dell’aggressione, il 71enne, accusato di omicidio volontario aggravato, ha affrontato già nei giorni scorsi l’interrogatorio di convalida davanti al giudice per le indagini preliminari del tribunale cittadino. Nel corso dell’udienza, durata circa un’ora, ha risposto alle domande del gip sostenendo però di non ricordare il momento del delitto. “Ho avuto come un blackout. Non ricordo nulla, o quasi”, avrebbe dichiarato il 71enne.
Bonifazi avrebbe ricordato le tensioni con l’ex moglie sulla gestione del patrimonio familiare e, soprattutto, sulla vendita della casa di via Agello, ma non l’aggressione in sé. Anche davanti al gip avrebbe ribadito che la questione economica rappresentava il principale motivo di contrasto con Tania Sperindio. Secondo gli investigatori sarebbe stato proprio quel contenzioso a fare da sfondo alla tragedia. I due, separati da circa tre anni e divorziati da oltre uno, erano ancora comproprietari dell’abitazione di Coriano. Lei voleva venderla per chiudere definitivamente ogni rapporto patrimoniale, mentre lui sarebbe stato contrario o comunque poco disposto a lasciare l’immobile. Dopo il sopralluogo del geometra incaricato di predisporre la vendita, la discussione sarebbe degenerata fino all’aggressione mortale.

L’abbraccio di Coriano, commozione ieri durante la manifestazione in memoria della 63enne
Intanto Bonifazi resta detenuto nel carcere di Rimini con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Gli investigatori proseguono gli accertamenti per chiarire l’esatta successione dei fatti e stabilire se il delitto sia maturato improvvisamente durante il litigio o al termine di una tensione cresciuta nel tempo. Mentre l’inchiesta prosegue, ieri sera Coriano si è fermata per ricordare Tania Sperindio. In piazza Mazzini, tantissime persone hanno preso parte al presidio promosso dalla rete dei centri antiviolenza Chiama chiAma e Rompi il Silenzio. Qualcuno ha portato un fiore, altri hanno scelto di leggere un pensiero o una riflessione.
Un momento scandito da lunghi silenzi e dagli interventi dedicati alla memoria della 63enne uccisa a Mulazzano, ma anche a tutte le donne vittime di violenza. Al centro dell’iniziativa il messaggio “Il diritto di essere vive, libere, rispettate”, lo stesso che ha accompagnato la manifestazione, che aveva tra i suoi obiettivi anche quello di far riflettere sulla violenza di genere l’altra metà del cielo, gli uomini. Un invito a non fermarsi al dolore per quanto accaduto, ma a mantenere alta l’attenzione sul contrasto alla violenza di genere e sull’importanza della prevenzione e del sostegno alle donne che chiedono aiuto. La cittadina di Coriano, i suoi abitanti, scossi dalla vicenda (e non solo loro), ha così voluto stringersi simbolicamente attorno alla famiglia di Tania, trasformando una piazza in uno spazio di memoria, vicinanza e impegno civile.
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