Fatture per lavori mai eseguiti: "L’avvocato era consapevole"

Le accuse a Fiorenzo Principi nell’ambito dell’operazione di Intermesoli per l’ex convento. La ricostruzione degli inquirenti: "Il legale ha ideato una triangolazione commerciale simulata".

Le indagini del Gico della Guardia di finanza di Ancona

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L’avvocato Fiorenzo Principi è indagato per corruzione, in concorso con Antonio Cervigni, Antonio Ezechielli, Andrea Intermesoli, Enrico Crucianelli, Renato Minato e Gianluca Rossi. Li avrebbe aiutati a gestire le presunte mazzette per l’operazione Monachette, suggerendo possibili contratti e strumenti giuridici. Il convento era un peso per Intermesoli, che non riusciva a farci nulla visto che era molto danneggiato e vincolato. Pistarelli, tramite Michele Pompili dell’Erdis, sarebbe riuscito a farlo acquistare all’ente regionale per farne uno studentato, nonostante non avesse i requisiti minimi di sismoresistenza e la domanda fosse stata anche presentata in ritardo. Così Intermesoli, che aveva pagato il convento 2,49 milioni, ne aveva intascati 3,2.

Il patto però avrebbe previsto che Intermesoli pagasse a Cervigni ed Ezechielli, che avevano ideato l’operazione, la somma di 350mila euro, mediante vari schermi di negozi giuridici simulati, che sarebbero stati ideati dall’avvocato Principi. In un primo momento avrebbero concordato la possibilità di simulare fittizie consulenze aziendali, che le società Cle 23 Consulting e L2a Energia avrebbero dovuto svolgere in favore della Avintas di Intermesoli; poi la dazione di una caparra confirmatoria, esente da Iva, in relazione a una concessione di sfruttamento di area demaniale e di costruzione edilizia.

"Si realizzava infine – scrive il giudice Piermartini – una triangolazione commerciale simulata, a partire da dicembre 2025, articolata nei seguenti termini. Una prima parte di 55.500 euro veniva corrisposta dalla Avintas di Intermesoli alla Full Service coop riferibile di fatto a Cervigni, in pagamento di una fattura per lavori mai fatti". Principi per il giudice era "consapevole della finalità illecita delle sue prestazioni, e concorreva nelle condotte di Cervigni ed Ezechielli redigendo gli atti giuridici necessari ad occultare le transazioni finanziare".

Poi Intermesoli, con Cervigni ed Ezechielli, avrebbe assicurato a Crucianelli l’appalto per i lavori, facendosi promettere a maggio del 2024 il pagamento del 2% del valore dell’appalto, pari a 120mila euro, da corrispondere per assicurarsi il buon esito della gara allo stesso Intermesoli per 80mila euro, a Cervigni ed Ezechielli 40mila euro, "somme da destinare in parte anche ai pubblici ufficiali con il potere di intervenire sulla gara, tra cui Pistarelli".

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