Famiglia nel bosco, sì all’incontro fisso con i genitori: i bimbi visitano la vecchia casa ogni due settimane
PALMOLI - La casa nel bosco di Palmoli è pronta ad accogliere nuovamente i tre fratellini, figli di Nathan e Catherine, che avranno la possibilità di tornare a vedere anche i loro animali. “Amelia”, il casolare di contrada Mondola dove i bambini sono cresciuti prima del collocamento nella casa protetta di Vasto, è recintata da tempo. All’ingresso, un cartello invita a rispettare la privacy della famiglia: un cuore disegnato e un semplice «grazie per la comprensione».
Il percorso di riavvicinamento graduale disposto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila il 30 agosto si articolerà tra l’abitazione messa a disposizione dal Comune, vicino al campo sportivo dove si è trasferita la coppia anglo-australiana, e il casolare. In quest’ultimo luogo, i bambini torneranno ogni due settimane. Il sindaco di Palmoli Giuseppe Masciulli ha predisposto misure per garantire privacy e sicurezza durante le occasioni di riavvicinamento. Le strade di accesso al casolare saranno interdette a circa 300 metri di distanza dalla proprietà. Una volta entrati i bambini, sarà possibile riaprire le strade al transito. L’obiettivo è tenere a distanza giornalisti e curiosi ed evitare che, come accaduto nella precedente occasione, la visita venga interrotta e trasferita in un altro luogo. Nel primo momento di relazione tra Nathan e Catherine e i figli, avvenuto nell’immobile comunale dopo dieci mesi di separazione, i minori avrebbero sofferto la vicinanza della loro vecchia abitazione senza poterla raggiungere.
La responsabilità genitoriale della coppia è sospesa dal 20 novembre 2025 e, da allora, la casa, gli animali, gli alberi e gli spazi della loro infanzia sono rimasti distanti, presenti soltanto nei loro disegni e nei loro pensieri. Ora i tre minori avranno nuovamente accesso a quel luogo: potranno accarezzare il cavallo Lee e l’asinello Gallipoli e trascorrere del tempo negli ambienti che conoscono. Quello che cambia, adesso, sono le regole per tornarci. Il programma resta tuttavia subordinato alla frequenza della scuola pubblica. Dopo l’homeschooling, dal 16 settembre i bambini siedono in classe come gli altri studenti. I gemelli in seconda primaria e la primogenita in quarta. La campanella suona alle 8 e l’uscita è fissata alle 13. Nella casa famiglia di Vasto, invece, le lezioni della maestra in pensione Lidia Camilla Vallarolo duravano circa un’ora e mezza. La frequenza scolastica sarà uno degli elementi da monitorare. Dopo almeno un mese di regolare attività, i servizi sociali dovranno valutare l’opportunità di consentire ai bambini di trascorrere il fine settimana con i genitori, compresa la possibilità di dormire insieme.
Entro il 16 ottobre, inoltre, i servizi sociali dovranno depositare una relazione di aggiornamento sugli interventi svolti e su quelli programmati. Sulla base delle loro valutazioni sarà seguito l’andamento della situazione e si potranno definire le successive tappe del percorso familiare. Per ora il calendario è questo: scuola, verifiche dei servizi sociali e visite ogni due settimane.
L’Associazione Istruzione in Famiglia, esprime sostegno ai coniugi Trevallion Birmingham e richiama il tema dell’istruzione parentale. Secondo il loro parere, «l’istruzione parentale è una scelta prevista dall’ordinamento italiano e non può essere considerata, di per sé, un indice di inadeguatezza genitoriale o di rischio per il minore. Eventuali misure limitative devono essere fondate su un concreto accertamento del pregiudizio o del rischio di pregiudizio e mantenere un rapporto di proporzionalità con le esigenze di tutela». A sostegno di questa posizione, l’associazione richiama un’ordinanza della Corte di Cassazione del 2023 che ha come oggetto la “Responsabilità genitoriale - Misure limitative”.
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