Famiglia nel bosco, lo psichiatra: «Genitori straziati, per loro è il tempo delle lacrime». Il legale: ritardi nel rientro dei bambini

Famiglia nel bosco, nuova polemica. «Colpisce il dilatarsi ulteriore dei tempi. Alla istanza di ricongiungimento presentata il 25 giugno, il tribunale risponde il 31 agosto, alle sollecitazioni al servizio sociale di dar rapidamente attuazione delle disposizioni del tribunale, risponde quello che sembra una glaciale indifferenza per la sofferenza delle persone, rimandando di settimane in settimana». Così lo psichiatra italiano Tonino Cantelmi sui tempi ulteriormente dilatati per il rientro in famiglia dei tre bambini.

Il tempo «delle lacrime»

«Due genitori straziati - aggiunge Cantelmi -, aggrappati alla speranza di abbracciare i propri figli, vedono scorrere il tempo senza alcuna compassione.

Mi chiedo se questo prolungare di quello che Catherine ha definito 'il tempo delle lacrime', sia profondamente rispettoso della dignità umana. Ricordo a tutti che i bambini hanno bisogno, innanzitutto, dell'amore dei propri genitori, e poi di tutto il resto. Dare tutto il resto e privarli dell'amore dei genitori è dimostrato da anni e anni di studio come sia una condizione di drammatica sofferenza».

La denuncia del legale

 «Spiace prendere atto che il Servizio sociale affidatario abbia rimandato sia la propria disponibilità sia, e ciò è più grave, la concreta applicazione dei rientri a Palmoli dei minori». Così l'avvocato Simone Pillon, legale della famiglia, a qualche giorno di distanza dalla decisione del Tribunale per i minorenni dell'Aquila sul rientro graduale in famiglia dei tre figli della coppia anglo-australiana. In una nota, il legale denuncia ritardi e difficoltà nell'attuazione concreta delle indicazioni del Tribunale. «Immediatamente dopo la comunicazione del decreto - spiega Pillon - abbiamo chiesto una riunione per risolvere con tutti gli attori istituzionali i delicati e complessi problemi di attuazione pratica delle indicazioni del Tribunale». Secondo il legale, tutrice, curatrice e medici della Neuropsichiatria infantile di Atessa hanno «immediatamente offerto la loro disponibilità». Al contrario, sostiene, il Servizio sociale affidatario avrebbe rinviato. «Anche le rassicurazioni verbali, ricevute giovedì, circa una comunicazione via email che avrebbe dovuto arrivare entro venerdì 4 settembre, sono rimaste lettera morta». Ad oggi, sottolinea Pillon, non è stato avviato il programma di rientro dei tre bambini, che dallo scorso novembre si trovano nella casa-famiglia di Vasto, e non è stata neppure indicata una data per l'incontro richiesto tra le parti. 

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