Famiglia nel bosco, i bambini rientrano a Palmoli ma non subito a casa: da ottobre weekend con i genitori

Il rientro dei bambini della famiglia nel bosco di Palmoli dovrà avvenire in modo graduale, attraverso un percorso a tappe e destinato a richiedere un certo periodo di tempo. Ma oggi non usciranno definitivamente  dalla casa protetta di Vasto, come Catherine e Nathana si aspettavano. Per loro non è una buona notizia e la battaglia continua. L'avvocato Pillo ha annunciato ricorso in appello.

È quanto emerge dalle decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che proprio oggi si è pronunciato  sulla vicenda giudiziaria dei coniugi Trevallion-Birmingham. I giudici hanno preso tempo per valutare e monitorare l'inserimenro dei  bambini  con i servizi sociali.

Famiglia nel bosco, la decisione sul rientro dei bambini

Un ritorno dunque non immediato alla vita nel bosco, ma costruito progressivamente, con una serie di passaggi finalizzati ad accompagnare i minori nel percorso di rientro. Si inizia con rientri immediati a Palmoli (nelle due abitazioni in loro uso, quella nel bosco e quella offerta dal Comune) dove i tre figli - una bambina di 9 anni e due gemellini di 6 - potranno rivedere i loro animali  e, solo da ottobre, con pernotti in famiglia nel fine settimana. Quanto alla scuola, nel provvedimento si fa rifermento a un obbligo all'iscrizione alla scuola pubblica, quando i genitori hanno detto sempre di preferire  l'istruzione parentale.

I tre fratellini nel bosco sono stati allontanati dai genitori il 20 novembre dello scorso anno, dopo la sospensione della responsabilità genitoriale a Nathan e Catherine. 

«Il Tribunale per i minorenni dell'Aquila ha depositato il proprio provvedimento in relazione all'istanza della difesa del 25 giugno scorso. Il decreto, firmato dalla presidente Angrisano nei suoi ultimi giorni di servizio all'Aquila, corregge parzialmente le precedenti decisioni  e dispone un progressivo riavvicinamento dei minori alla famiglia, con rientri diurni immediati a Palmoli e - da ottobre - con pernotti in famiglia nel fine-settimanab - spiega l'avvocato Pillon - Si tratta certo di un significativo passo in avanti rispetto alla situazione attuale, ma spiace tuttavia dover prendere atto che il lungo percorso giudiziario pare ancora lontano dal necessario e auspicabile pieno ricongiungimento familiare.

Con tutto il rispetto per il Tribunale, la difesa dei coniugi Birmingham-Trevallion «non può infatti esimersi dal rappresentare alcuni ulteriori aspetti che a suo avviso meritano di essere corretti nel superiore interesse dei minori: in primo luogo, a causa del ritardo nella decisione è stato di fatto negato il diritto dei minori a trascorrere almeno qualche giorno di vacanza con mamma e papà. Si auspica che tali periodi siano presto recuperati. In secondo luogo non sono stati presi in considerazione dai giudicanti i ripetuti richiami degli esperti della Npi, della difesa, della stessa Ctu e in misura diversa anche delle altre parti in ordine alla necessità di un immediato e definitivo rientro in famiglia e al rischio per la salute dei minori causato dal permanere del collocamento extrafamiliare». In terzo luogo «la eccessiva gradualità e l'incertezza sul ricongiungimento non sono giustificabili con la situazione familiare che non è affatto a rischio abusi e ha ampiamente risolto le criticità abitative e relazionali inizialmente contestate. È come se il Tribunale fosse rimasto ancorato a precedenti valutazioni che ormai sono ampiamente superate dai fatti».

Il nodo scuola


Nodo scuola. «In quarto luogo infine si reputa contrario all'art. 30 della Costituzione e a tutte le convenzioni sovranazionali in tema di libertà educativa l'emanato ordine che sembra essere orientato a mantenere i minori in casa famiglia finchè i genitori non mostreranno di aver accettato l'iscrizione dei bambini alla scuola pubblica, in luogo dell'istruzione parentale preferita dalla coppia».


«Come certamente ben noto, il collocamento extrafamiliare è una misura gravemente invasiva, che può essere giustificabile solo in presenza di condotte di abuso o violenza, ma non certo per imporre ai genitori di rinunciare alla libertà di scelta del percorso scolastico per i loro figli. Per questa e per altre ragioni, la difesa presenterà reclamo alla Corte di Appello.  In ogni caso sarà garantita da parte di tutti la piena collaborazione con la tutrice, la curatrice e il servizio affidatario nell'applicazione provvisoria del decreto», conclude l'avvocato Pillon. 

Sulla decisione interviene anche Tonino Cantelmi, che parla di un primo spiraglio dopo una vicenda che definisce «un tunnel disgraziato». «Con la decisione del Tribunale la famiglia resta ancora nel tunnel disgraziato ma finalmente intravede una luce», afferma Cantelmi. «A questa luce si aggrappano due genitori stremati e sull’orlo del collasso emotivo. Tuttavia il rientro a tappe dei bimbi, in questa situazione, è l’unica strada percorribile». Cantelmi considera inoltre significativa la possibilità per i bambini di incontrare i genitori nei luoghi della loro precedente quotidianità, «dove hanno gustato la felicità dei giochi in armonia con la natura e con gli amatissimi animali». L’invito ai genitori è ora quello a collaborare con il percorso indicato dal Tribunale: «Incoraggio Nathan e Catherine a collaborare e a percorrere con fiducia l’ultimo tratto del tunnel sopportando il dolore e lo strazio che dovranno ancora patire nell’attesa che, come scrive Catherine, “sorga una nuova alba”». Infine, Cantelmi esprime una valutazione fortemente critica sulla vicenda: «Personalmente ritengo che tutta la vicenda sia sproporzionata perché siamo in presenza di genitori non abusanti, non maltrattanti e non delinquenti e il collocamento in casa famiglia costituisce nel complesso una pagina molto triste per l’Italia».

La situazione attuale

I bambini da nove mesi sono in una strattura protetta lontani dai genitori. Il 7 giugno è stata depositata la perizia psicologica definitiva della consulente tecnica d’ufficio.

Il 25 giugno l’avvocato Pillon ha presentato l’istanza di ricongiungimento di 99 pagine, sostenendo l’esistenza di nuovi elementi. Il 7 luglio i tre minori sono stati ascoltati in audizione protetta.

Ai giudici hanno detto che volevano tornare a casa dai genitori e dai loro animali.  Depositata anche  una nuova relazione della Neuropsichiatria infantile della Asl Lanciano Vasto Chieti. Il 19 luglio Pillon ha annunciato una breve memoria difensiva, mentre il Comune di Palmoli ha comunicato il rilascio definitivo del permesso a costruire la nuova abitazione della famiglia. Il 20 luglio sono scaduti i termini per il deposito dell’ultimo atto difensivo. Da allora il Tribunale era chiamato a decidere sul rientro dei bambini con Nathan e Catherine. Il 7 agosto Pillon ha presentato un nuovo sollecito, chiedendo una decisione prima dell’inizio dell’anno scolastico, per consentire l’avvio di una «routine familiare conciliante». Oggi la pronuncia.

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