Famiglia costruisce un impianto e ruba la corrente elettrica per un anno: il cavo abusivo alimentava elettrodomestici e condizionatori
FONTANAFREDDA - Concorso in furto aggravato, reato penale che potrebbe comportare una pena che prevede la reclusione da 2 a 6 anni e una multa da 927 a 1.500 euro. È questa l’accusa formulata nei confronti di tre italiani quarantenni, residenti a Vigonovo, per aver sottratto, utilizzando un collegamento abusivo, corrente elettrica dalla linea principale, senza che fosse attivo un contatore di E-Distribuzione.
L’impianto, tutt’altro che improvvisato, è stato smantellato e sequestrato. A scoprire il reato sono stati gli uomini del Comando della Polizia locale di Fontanafredda che in collaborazione con gli uomini della locale Stazione dei Carabinieri, a settembre hanno avviato un’indagine dopo aver scoperto che c’era un allaccio abusivo alla linea principale che serviva per alimentare di corrente gli elettrodomestici, caldaia e condizionatori di un’intera abitazione.
Il furto della corrente elettrica
Il cavo, agganciato alla linea aerea, correva lungo il retro della casa, entrava dal sottotetto e finiva in un quadro elettrico tutto suo. “L’indagine – spiega il comandante della Polizia locale Marco Sartori -ha impegnato a settembre tutti gli uomini a disposizione. È iniziata dalla raccolta di informazioni sul territorio ed è proseguita con i rilievi tecnici all'esterno dell'immobile, eseguiti dagli agenti insieme al personale specializzato di E-Distribuzione. Sulla base degli elementi raccolti, la Procura della Repubblica di Pordenone ha disposto la perquisizione della casa, un edificio residenziale confinante con altre abitazioni”.
Il giorno della perquisizione Polizia locale e Carabinieri hanno così assistito il lavoro dei tecnici di E-Distribuzione, intervenuti con una piattaforma aerea per lavorare in sicurezza. I tecnici si sono trovati di fronte ad un sistema di derivazione tutt’altro che improvvisato. La derivazione partiva, infatti, dalla linea principale, attraverso morsetti particolari che perforano la guaina isolante, e che quindi permettono di prelevare corrente senza tagliare il cavo. Un sistema non semplicissimo, nemmeno da rilevare. Da lì il cavo di derivazione era collegato a un quadro con interruttore magnetotermico e salvavita dedicati, da cui veniva alimentato l'intero impianto domestico, con elettrodomestici, caldaia elettrica e condizionatori, insomma non proprio al risparmio.
La perquisizione
Furto che veniva confermato anche al momento del controllo: le misurazioni strumentali avevano rilevato che un prelievo di corrente era in corso. L’operazione di verifica e perquisizione dell’abitazione non sono state nemmeno semplici, segnate, infatti, da diversi momenti di tensione tra forze dell’ordine e occupanti. Agenti e Carabinieri li hanno gestiti fino a completare l'intervento e a mettere in sicurezza il sito. L’intero impianto è stato smantellato e posto sotto sequestro penale. Secondo una prima ricostruzione effettuata dai tecnici e dalle forze dell’ordine, l’allaccio abusivo sarebbe attivo da almeno un anno, o anche di più tempo ancora. E-Distribuzione sta intanto effettuando la stima dell’energia elettrica sottratta.
Da parte sua l’amministrazione comunale ha sottolineato l’importanza di questo intervento. “Confermiamo la linea dura contro chi non rispetta le regole”, dichiara il Vicesindaco con delega alla Sicurezza Alessandro Feltrin, “e grava economicamente sui cittadini onesti e laboriosi. Certi comportamenti non saranno tollerati”. Mentre il sindaco Michele Pegolo nell’accogliere con favore l’esito delle indagini ha sottolineato «La competenza e la tempestività dimostrate dalla nostra Polizia Locale, unite alla costante sinergia con l'Arma dei Carabinieri, rappresentano un baluardo imprescindibile per la legalità e la sicurezza della nostra comunità».