Facevano prostituire mogli e parenti minorenni, la «manipolazione psicologica» e gli appuntamenti in case e hotel: il gruppo criminale dei mariti a Crotone


Le donne sarebbero state vittime di una «manipolazione psicologica», secondo i militari, da parte degli stessi compagni. In alcuni casi, per allontanare sospetti, erano state costrette a spostarsi da un cliente all'altro portando con sé i figli piccoli
A essere sfruttate da un gruppo criminale smantellato a Crotone erano anche parenti minorenni, oltre che moglie e fidanzate. Sfruttamento che avveniva anche in luoghi pubblici. Dall’attività avrebbero ricavato migliaia di euro, con picchi da 90mila euro. Sei persone sono state arresstate dai carabinieri del comando provinciale di Crotone, due denunciate a piede libero. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale aggravata – ipotizzata nei confronti di un indagato – e minaccia grave. Denunciate anche due donne, che avrebbero occasionalmente fornito nuove ragazze al gruppo criminale. Sequestrato anche un hotel.
L’attività del gruppo alla luce del giorno
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo aveva la propria base all’isola Capo Rizzuto, ma gestiva l’attività di prostituzione soprattutto a Crotone. Gli incontri sarebbero avvenuti per strada, in auto, in case o nelle camere di un hotel. In alcuni casi sarebbero avvenuti anche in pieno giorno e vicino a zone frequentate, come il mercato, i parcheggi dell’ospedale e vicino a parchi con giochi per bambini. Il giro avrebbe attirato clienti anche da fuori Crotone, con persone che arrivavano dalle province di Catanzaro e Cosenza e che appartenevano a contesti sociali e professionali molto diversi.
Le donne «vittime di una manipolazione psicologica»
Sarebbero state le donne a contattare e trovare clienti, mentre gli uomini si sarebbero occupati soprattutto di accompagnarle e controllare gli spostamenti. I soldi guadagnati poi, erano raccolti all’interno di una sorta di «cassa comune» gestita dal gruppo. Sono stati anche gli accertamenti finanziari, a smascherare un tenore di vita dei membri del gruppo esagerato rispetto ai redditi dichiarati. Ma dietro quella che poteva sembrare una scelta consapevole ci sarebbe stata, secondo gli investigatori, una realtà molto diversa. Alcune delle donne «erano in realtà vittime di una manipolazione psicologica da parte dei loro stessi mariti e compagni». In alcuni casi, per evitare i controlli, avrebbero persino dovuto spostarsi da un cliente all’altro con i figli piccoli in auto per non destare sospetti.
Le varie accuse agli otto indagati
Le persone coinvolte sono accusate di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento e allo sfruttamento della prostituzione, violenza sessuale aggravata e minaccia grave. Per uno degli indagati viene contestata anche la violenza sessuale aggravata. In un caso, inoltre, uno degli indagati avrebbe approfittato della vulnerabilità di una familiare che all’epoca era minorenne, costringendola secondo l’accusa a subire ripetuti abusi e tentando di inserirla nel giro di prostituzione. Tra le persone coinvolte ci sarebbero anche due donne, accusate di aver favorito l’ingresso di altre ragazze nell’attività.
