Fabrizio Corona lancia il movimento politico 'Per la Verità'
In un video di 24 minuti, l'ex fotografo attacca governo e opposizioni, critica sanità e immigrazione. Pur potendo fondare un partito e fare campagna, Corona non può candidarsi né essere eletto a causa dell'interdizione perpetura dai pubblici uffici dovuta alla condanna per estorsione nel caso Trezeguet
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Fabrizio Corona sceglie Youtube, con un logo ufficiale e un video di 24 minuti, per lanciare il suo movimento politico "Per la verità", presentato come una nuova svolta personale. L'iniziativa dell'ex fotografo somiglia però a una provocazione: a causa della condanna definitiva per estorsione, su di lui pende l'interdizione perpetua dai pubblici uffici che gli vieta di candidarsi.
"Sono il nuovo Berlusconi"
Nonostante l'interdizione, Corona si paragona a Silvio Berlusconi, sostenendo di rappresentarne una versione "più giovane, più pulita e più trasgressiva". Rivendica la capacità di "far fare i soldi al Paese" e critica l'immagine stereotipata dell'Italia all'estero, lamentando che venga ancora associata a "pizza, mafia e spaghetti".
Attacchi alla politica, all'immigrazione e alla sanità
Corona attacca l'attuale classe politica, accusandola di non rappresentare il Paese "nemmeno nell'estetica". "Avete visto in faccia chi governa, come si vestono e come si atteggiano? Come vi mentono, basta hanno rotto, di destra e di sinistra, di centro". Sul tema dell'immigrazione, sostiene: "Non possiamo essere il Paese dei balocchi che ospita tutti quelli che vengono, noi non la vogliamo l'integrazione. Via i maranza, via immigrati che non sono regolari e violano la legge". Corona parla anche della sanità che non funziona, con le liste di attesa lunghe per fare visite e controlli. Le proposte del movimento
"Chi governa ha tradito le parole Dio, patria e famiglia, cosa ha fatto questo governo per la famiglia?"aggiunge Corona. "Noi - prosegue - come movimento siamo liberali e veri, vogliamo che la prostituzione diventi business e faccia guadagnare lo Stato e la droga legalizziamola tutta e guadagniamoci".
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La condanna e l'interdizione
La pena accessoria deriva dal procedimento per estorsione ai danni dell'ex calciatore David Trezeguet. Nel 2013 la Cassazione ha confermato la condanna a cinque anni di reclusione, mille euro di multa e l'interdizione perpetua dai pubblici uffici. Secondo il Codice Penale, l'interdizione priva il condannato del diritto di elettorato attivo e passivo. L'ex fotografo può fondare un movimento, scriverne il programma, fare campagna elettorale, ma non può candidarsi né essere eletto.