Fabio Colapietro, chi è il 45enne ucciso e fatto a pezzi a Torino: l'omicidio in casa della prof, parti del corpo nella vasca, la rapina finita male

«Venite, mio figlio ha fatto del male a una persona». È stata la madre di un ragazzo a chiamare la polizia a Torino giovedì sera. Anche lei era sconvolta. Il figlio ha raccontato di una rapina finita male, di aver ucciso un uomo. Davanti agli agenti ha subito ammesso le sue responsabilità.

Nella tarda serata di ieri ci sono stati tre fermi: la situazione più complicata è quella del 26enne, accusato di omicidio e soppressione di cadavere. Poi ci sono altre due donne, tra cui una professoressa (originaria di Rieti) delle scuole medie, che dovranno invece rispondere di favoreggiamento e concorso nella soppressione del corpo senza vita. La storia della rapina sarà però da verificare.

Quando gli uomini delle volanti sono arrivati in un appartamento in Borgo Vittoria, a Torino, hanno subito sentito un odore acre. Ma ancora non immaginavano quello che avrebbero trovato dentro. All'interno dell'abitazione c'erano ovunque pezzi di cadavere: due italiani di origine straniera di 22 e 26 anni sono stati subito portati in Questura. Con loro è stata anche interrogata una donna: si tratta di Nicole Formichetti, 49 anni, insegnante di italiano in una scuola media di Ciriè. Fino ad arrivare al fermo per i tre.

Chi è la vittima


I poliziotti hanno trovato in casa di lei il cadavere di un uomo fatto completamente a pezzi. Nel salotto c'erano alcuni blocchi di cemento in cui qualcuno aveva provato a nascondere degli arti. In bagno, nella vasca, altri sacchi neri, cercavano di coprire l'orrore. Un tentativo folle di far sparire il corpo dopo l'omicidio. Gli agenti della squadra mobile di Torino hanno sequestrato una mannaia, probabilmente utilizzata per smembrare il cadavere, e alcuni coltelli.

Secondo i primi accertamenti medico legali la vittima, Fabio Colapietro, 39 anni, sarebbe stata uccisa a bastonate e coltellate. Sarà comunque l'autopsia, che sarà eseguita nei prossimi giorni sui resti dell'uomo, a far maggior chiarezza su quanto accaduto. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti l'omicidio risalirebbe a qualche giorno fa, probabilmente domenica scorsa.

Proprio per questo i vicini avrebbero iniziato ad avvertire cattivo odore nel palazzo.

Il cadavere era in avanzato stato di decomposizione. La vittima non abitava nell'alloggio dove è stato trovato il suo corpo. In passato l'uomo aveva avuto problemi con la droga e non è escluso ne avesse ancora. Dopo la telefonata della donna al numero di emergenza di giovedì, le volanti della polizia l'hanno rintracciata nella zona Nord della città, insieme al figlio.

Cosa è successo

La professoressa che si trovava in casa vive da tempo lì in affitto. Originaria di Rieti, insegna italiano in un istituto di Ciriè: da qualche mese però non frequentava più la scuola per problemi personali. Ieri gli inquirenti, coordinati dalla pm Lea Lamonaca, hanno ascoltato a lungo anche lei per ricostruire l'accaduto e chiarire i rapporti tra le persone che frequentavano l'abitazione e l'uomo ucciso.

Gli investigatori avrebbero eseguito perquisizioni anche in altri appartamenti riconducibili a persone sospettate di essere coinvolte nella vicenda. Tra questi, l'alloggio dalla parte opposta della città, a Mirafiori, del giovane la cui madre, nella notte, aveva dato l'allarme. Resta anche da chiarire se la vittima sia stata uccisa in quella casa o se il cadavere sia stato portato lì in un secondo momento. La prima ipotesi degli inquirenti sarebbe quella di un delitto legato al mondo della droga. Un festino con quattro partecipanti, i tre fermati e la vittima, tra sesso e stupefacenti, soprattutto anfetamine, degenerato in un massacro. Una storia che ricorda molto da vicino quella di Luca Varani, avvenuta nel marzo 2016, a Roma.

Ci sono altri elementi che fanno pensare che la morte di Fabio Colapietro risalga a qualche giorno fa. Da diverso tempo infatti ci sarebbe stato uno strano e sospetto via-vai di persone dall'appartamento dove è stato trovato poi il corpo. A spiegarlo è stato chi nel palazzo abita da pochi mesi: all'interno risulta residente una donna di circa 45 anni che sarebbe stata solita accompagnarsi con persone sempre diverse tra cui, notata in più occasioni, una giovane trans brasiliana. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti non si esclude che l'alloggio fosse frequentato da consumatori di sostanze stupefacenti.


Ultimo aggiornamento: sabato 26 settembre 2026, 07:12

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