Faac, Zuppi chiude la porta ai fondi: “Puntano al fatturato, noi all’uomo”

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L’azienda appartiene alla diocesi di Bologna. Il cardinale ha rifiutato l’offerta di investimenti dagli Stati Uniti

Il cardinale Matteo Zuppi

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Bologna, 25 ottobre 2026 – Un fondo internazionale bussa alla porta della Curia di Bologna per poter investire in Faac Technologies, il gruppo specializzato in sistemi di automazione e controllo accessi, ma per l’ennesima volta l’offerta viene rifiutata. A rivelarlo è stato il cardinale Matteo Zuppi durante la visita pastorale a Zola Predosa, dove ha sede la multinazionale. “Credo che nessuno sappia”, sono le parole dell’arcivescovo, “che nelle settimane passate un grande fondo internazionale aveva fatto una proposta per investire in Faac. Abbiamo detto di no, perché i fondi hanno come unico obiettivo l’aumento del fatturato, mentre il centro dell’economia deve essere l’uomo. È chiaro che i conti devono essere a posto, ma il profitto non è l’unico parametro per valutare il valore del lavoro”.

La Curia ha ottenuto ottimi risultati

Ereditata direttamente dal suo fondatore nel 2012, la Curia di Bologna ha poi scelto un managment che ha ottenuto ottimi risultati. Nel 2024 il gruppo emiliano ha registrato ricavi pari a 698 milioni di euro con un ebitda di 120 milioni e un utile operativo di 83 milioni, mentre nel 2025 Faac spa, capofila di Faac Technologies che comprende altre 55 aziende nel perimetro, ha realizzato un fatturato di circa 161,12 milioni, con un utile netto di 35,07 milioni.

Numeri che hanno attirato l’interesse di parecchi fondi di investimento

Numeri che, oltre ad attestarne il valore attorno ai 3 miliardi di euro, hanno attirato l’interesse di parecchi fondi di investimento tra i quali tre giganti internazionali come Cvc Capital Partners, Blackstone, ed Eqt. Molti indizi portano a dire che sia stato proprio Blackstone ad incassare il no di Zuppi. Le due realtà negli Stati Uniti sono entrate in contatto in diversi modi, Faac con la sua filiale in California è stata locataria del fondo fino al 2025, mentre ad Atlanta, in un territorio dove Blackstone ha parecchi asset, Il gruppo si è aggiudicato un bando complessivo del valore di circa 26 milioni di dollari per realizzare due maxi-progetti di mobilità e automazione urbana sviluppati in preparazione della Fifa World Cup 2026. Fino a qui, però, il trust che governa Faac, composto dal presidente Andrea Moschetti, dall’avvocato Bruno Gattai e dal manager Giuseppe Berti, ha sempre acquisito nuove aziende senza mai cederle.

Negli Usa tali operazioni hanno riguardato anche la Viking Access Systems Llc e la Tiba Llc per un totale di sei realtà nel Nord America. Società che se oggi tornassero sotto il controllo americano avrebbero diverse agevolazioni stando alle recenti norme volute dal presidente Donald Trump. In passato advisor come Lincoln international e Lazard avevano ricevuto mandato per trattare l’acquisizione o la quotazione di Faac, trovando sempre nelle posizioni di Zuppi un muro invalicabile.

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