Export, l’Isola fra le regioni in crescita - L'Unione Sarda.it
Istat.
12 settembre 2026 alle 00:33
Quarta in Italia per incremento di vendite all’estero nel primo semestre 2026Roma. La Sardegna si conferma tra le regioni italiane con la crescita più sostenuta delle esportazioni nel primo semestre 2026. Tra gennaio e giugno, l’export dell’Isola, storicamente legato alla raffinazione dei prodotti petroliferi che rappresenta circa il 75 per cento delle vendite regionali all’estero, registra un aumento del 11,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: è la quarta miglior performance nazionale dopo Basilicata (+29,5%), Toscana (+23,8%) e Puglia (+15,2%). Un risultato che contribuisce alla crescita delle esportazioni delle Isole, aumentate complessivamente dell’8,8%, quasi il doppio della media nazionale.
Nord, Centro e Sud
Nel complesso, secondo le stime dell’Istat, nei primi sei mesi dell’anno l’export italiano in valore è cresciuto del 4,5%, con un andamento positivo in tutte le ripartizioni territoriali. Il Centro segna l’incremento più consistente (+11,9%), seguito dalle Isole (+8,8%), dal Nord-ovest (+4,3%), dal Sud (+3,8%) e dal Nord-est (+1,9%).
La dinamica si è rafforzata nel secondo trimestre. Rispetto ai tre mesi precedenti, le esportazioni sono aumentate in tutte le aree, tranne il Centro, in calo dell’1,6%. La crescita più ampia è stata registrata proprio nel Sud e nelle Isole, con un +6,5%, davanti al Nord-est (+3,1%) e al Nord-ovest (+2,9%).
La performance sarda si inserisce dunque in una fase di espansione dell’export meridionale e insulare, anche se il dato regionale si distingue per intensità. Sul fronte opposto, nei primi sei mesi dell’anno hanno registrato una contrazione delle vendite all’estero Friuli-Venezia Giulia (-9,6%), Lazio (-6,8%), Valle d’Aosta (-5,7%) e Campania (-4,6%).
Le filiere calde
A trainare la crescita nazionale sono soprattutto alcune filiere manifatturiere. I metalli di base e i prodotti in metallo, esclusi macchine e impianti, venduti dalla Toscana hanno contribuito per il 2,4% all’aumento dell’export italiano. Altri 1,2 punti sono arrivati dalle maggiori vendite di mezzi di trasporto, esclusi autoveicoli, di Veneto e Marche e di prodotti farmaceutici, chimico-medicinali e botanici di Toscana e Lombardia.
Non sono mancati, però, i fattori di freno. La diminuzione delle esportazioni toscane di articoli sportivi, giochi, strumenti musicali, preziosi e strumenti medici, insieme al calo dei prodotti farmaceutici di Campania e Lazio e dei mezzi di trasporto di Friuli-Venezia Giulia e Lazio, ha sottratto complessivamente 1,6 punti alla variazione dell’export nazionale.
I mercati esteri
Fra i mercati esteri i contributi positivi più rilevanti arrivano dalle vendite della Toscana verso Svizzera, Cina e Stati Uniti, da quelle del Veneto verso gli Usa e dalla Lombardia verso Svizzera e Paesi Bassi.
Tra gli apporti negativi più pesanti figurano invece il crollo delle vendite del Friuli-Venezia Giulia verso gli Stati Uniti e le minori esportazioni della Campania verso la Svizzera e della Toscana verso Turchia e Spagna.
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