Export, in ripresa il mercato dell’auto. Campania, flessione del settore farmaci
Qualche segnale c’era già stato negli ultimi mesi del 2025. Ma ora - nei primi mesi del 2026 - si nota un “risveglio” dell’export di automobili: un risultato che a livello mondo registra un +6,6 per cento (10,5 miliardi di euro) e che sarebbe più “tondo” al netto dei Paesi del Golfo in guerra che con un meno 26,2% «si mangiano» parte del pur cospicuo guadagno nell’area Euro (in particolare è evidente la crescita del 16% in Francia, effetto certamente delle politiche Stellantis), negli Stati Uniti e in Svizzera. Crescono anche le importazioni di auto e in modo più ampio dell’11,3% a 19,4 miliardi. La Cina ha la più alta crescita in percentuale (+127,7%) con 1,7 miliardi di valore, ma resta la Germania il primo paese dal quale acquistiamo auto (5,2 miliardi con una crescita del 3,8% in più rispetto ai primi cinque mesi del 2025). Un dato che riguarda anche tutto il nostro sistema automotive che è il primo fornitore (non domestico) per l’industria auto tedesca. Ma nel mese di maggio inoltre - e il dato è significativo - cresce più l’export che l'import (13,3 contro 13,2%) di auto! L’export complessivo nei primi cinque mesi del 2026 è di 277,4 miliardi di euro (+3,4%), l’import di 257,2 (+2,6%). L’avanzo commerciale (+20,1 miliardi di euro) è in aumento rispetto ai primi cinque mesi del 2025 (+17,4 miliardi).
Le differenze
Tuttavia c’è una differenziazione anche forte per le diverse aree geografiche influenzata dalle politiche doganali Usa (i cui effetti cominciano a delinearsi con maggiore precisione), dalle guerre in Medio Oriente (quella in Ucraina è ormai assorbita da tempo con gli scambi con la Russia ridotti al minimo e confinati ai prodotti alimentari e ai medicinali rigidamente non convertibili in prodotti militari, mentre il residuo import è solo fatto da metalli di base), dai nuovi rapporti con India e America Latina (Mercosur), oltre che dalla difficoltà dell’economia turca (mercato molto interessato al made in Italy).
I farmaci
Dopo tanta crescita, si notano i primi segnali di raffreddamento dell’export di farmaci (+0,6% nei primi cinque mesi del 2026 a 29,4 miliardi di euro, ma quasi meno dieci per cento nel solo mese di maggio), di cui l’Italia è uno dei principali player mondiali. Anche qui con profonde differenze geografiche. Anzitutto spicca il -20,1% della Svizzera che riguarda direttamente la Campania. Di 9,6 miliardi di farmaci esportati dall’Italia nel 2025, il 71,2% arriva dalla Campania. Un primo segnale di flessione era arrivato a livello regionale già nel primo trimestre con un meno 26,3 per cento, pari a una flessione di oltre 550 milioni di euro. La Campania esporta farmaci in Svizzera quasi totalmente prodotti nello stabilimento Novartis di Torre Annunziata: si tratta di medicinali poi destinati ai mercati orientali, in particolare per alcune patologie del sistema circolatorio.
Gli Stati Uniti
Flessione che non riguarda il mercato Usa dei farmaci cresciuto (nei primi cinque mesi del 12,4%). Dato positivo che si accompagna a quello delle auto (+6,5%) e delle imbarcazioni e fissa il dato totale a un +2,3% (a 30,3%). E gli Usa si fermano qua. Perché con i dazi di Trump finalmente dopo mesi si può capire chi “paga” più di tutti: e sono i prodotti del Made in Italy: dagli alimentari (-12,2%), ai tessili (-2,8%), all’intero mondo delle macchine, ai mobili (-16,6%). Se poi si guarda il solo mese di maggio l’export totale è negativo del 3,6%, con i farmaceutici sotto 25%, mentre il redivivo amore per le auto porta a una crescita del 73% (ricordando tuttavia che le auto sono appena il 5% di tutto l’export italiano). Vola invece l’import dagli Usa a 15 miliardi con un +23% anche qui con una forte presenza di farmaci.