Export, il record del Centro. Spinta di Lazio e Toscana alle vendite del made il Italy
Un quinto del made in Italy venduto oltre confine viene prodotto nel Centro Italia. Di più, questa parte del Paese - con il suo fatturato estero superiore ai 131 miliardi e una crescita del 13,2 per cento - è stato il vero motore dell'export nazionale nel 2025. Come hanno rilevato Ice e Istat, la sua performance è stata quattro volte superiore all'aumento (+3,3 per cento) registrato dall'intero Paese.
Il 2025 è stato un anno particolare per il commercio internazionale tra l'avvio dei dazi trumpiani, l'ultima coda della crisi tedesca (la Germania è storicamente il nostro primo pagatore) e la debolezza della domanda interna cinese. Ostacoli che però non hanno impedito al Belpaese di contendere al Giappone la quarta posizione al mondo tra le maggiori economie esportatrici e di raggiungere un surplus record, superiore ai 50 miliardi.
Barriere
Queste barriere sono state superate anche grazie alla struttura delle imprese del Centro Italia. Intanto qui è radicata la tradizione manifatturiera, si registra un'importante integrazione tra aziende e centri di ricerca. E se è diffusa la presenza di multinazionali - circa il 20 per cento di quelle totali ha sede o ha investito in questo quadrante - è ancora più capillare l'azione nella supplu chain di Pmi molto specializzate e dinamiche.
Soprattutto è un sistema che ha saputo guardare oltreconfine, anche perché negli anni ha via via sviluppato business che sono al centro delle sfide globali. Cioè in settori come la farmaceutica, il biomedicale, il digitale, la metallurgia, l'energia fino all'aerospazio e alla difesa, ormai essenziale nella vita degli Europei dopo la necessità del Vecchio Continente di riarmarsi. E senza dimenticare neppure l'automotive, oggi in crisi, ma che vede le imprese del Centro Italia tra i maggiori rifornitori di componentistica.
Spostando il focus sui territori, il Centro Italia ha visto aumentare a livello annuo le sue vendite estero del 13,2 per cento. Una percentuale quasi incommensurabile rispetto alle altri Parti del Paese: il NordOvest ha registrato una crescita del 2,3 per cento, il NordEst del 2 per cento, il Sud del 3,2 per cento, mentre le Isole hanno registrato un crollo dell'11 per cento. Nel loro quadrante di riferimento, soltanto Lazio e Toscana, dove operano oltre 410mila aziende, hanno superato i cento miliardi di fatturato estero.
Il Lazio ha registrato un fatturato estero prossimo ai 36 miliardi e in crescita del 9,6 per cento rispetto al 2024. Al suo interno operano più di 9.200 aziende altamente internazionalizzate che hanno come principale mercato di riferimento gli Stati Uniti. Qui viene inviato un quinto di quanto venduto oltre confine. Nonostante i dazi voluti dalla Casa Bianca, nel 2025 i volumi oltre Oceano sono cresciuti del 54,2 per cento (raggiunendo un valore di 7,445 miliardi). In forte crescita anche i business verso il Medioriente (+11,9 per cento per un valore di 1,4 miliardi). Ma dopo gli Stati Uniti i maggiori Paesi di sbocco sono Belgio (vendite per 6,3 miliardi), Germania (3,5 miliardi), Paesi Bassi (3 miliardi) e Francia (1,6 miliardi). Denominatore comune in tutti questi mercati è l'appeal della farmaceutica laziale (l'export ha superato i 18 miliardi), che spazia tra vaccini, monoclonali, emoderivati, antitumorali, neurologici o gastrointestinali. Sulla bilancia estera imporanti poi gli apporti dati da settori come mezzi di trasporto (2,5 miliardi), metallurgica (1,9 miliardi) o aerospazio e difesa (1,4 miliardi).
Il tessile
La farmaceutica (valore 22,195 miliardi) ha spinto anche l'export della Toscana, che lo scorso anno hanno raggiunto un valore di oltre 76 miliardi. Le sue vendite all'estero sono concentrate per lo più tra Unione europea (31,4 miliardi) e Stati Uniti (13,2 miliardi). Raddoppiato, poi, il fatturato estero della metallurgia (12,46 miliardi), mentre è tornato a crescere anche il tessile (poco più di 12 miliardi). Rallentano invece le performance nelle Marche: il valore delle esportazioni è passato tra il 2024 e il 2025 da 14,5 miliardi a 13,4 miliardi. In Umbria invece i numeri il trend è quasi stabile: in un anno il fatturato le vendite all'estero è passato in un anno da 5,858 miliardi a 5,811 miliardi.
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