Ex compagna di Lavitola in Procura, Natalia Potenza sentita come persona informata
È arrivata in tribunale a Roma verso le 10 Natalia Potenza, ex compagna di Valter Lavitola. Interrogata dai magistrati e dagli investigatori della Procura come persona informata sui fatti nell’ambito dell’inchiesta sull’attentato a Sigfrido Ranucci, si attendono da lei informazioni che potrebbero essere molto utili a comprendere quanto accaduto a Pomezia lo scorso ottobre.
Lavitola, faccendiere e presunto mandante dell’azione, ha ammesso le proprie responsabilità come mandante dell'attentato dinamitardo al conduttore di Report e per lui è stata confermata in questi giorni la detenzione in carcere.
Potenza, italo-argentina, gestiva insieme a Valter Lavitola il bistrot “Cefalù”, nel quartiere Monteverde Vecchio. Per quindici anni al fianco del faccendiere, Natalia ha deciso di rompere il silenzio dopo l’arresto di Lavitola e le rivelazioni emerse nelle ultime settimane, annunciando di aver preparato un memoriale da consegnare ai pm. Secondo quanto riportato da fonti giudiziarie e ricostruzioni giornalistiche, nel corso dell’audizione la donna potrebbe fornire elementi utili a ricostruire la natura dei legami tra Lavitola e Ranucci, i loro incontri al Cefalù e le trattative economiche che li avrebbero visti coinvolti, compresa la compravendita dell’immobile che ospita il ristorante e progetti di investimento in Africa.
Potenza, madre di due figli avuti con Lavitola, ha più volte sottolineato di non essere a conoscenza dell’attentato e di voler difendere la propria rispettabilità e quella dei figli, dichiarando di non voler accogliere l’ex compagno in casa neppure in caso di concessione degli arresti domiciliari. Nelle scorse settimane, dopo le dichiarazioni dell’estetista brasiliana Adriana Linhares, che si era definita la “vera compagna” di Lavitola, la donna aveva espresso forte amarezza, definendosi tradita e delusa, e aveva annunciato la volontà di parlare con i magistrati per chiarire la propria posizione.
L’interesse degli inquirenti verso Natalia Potenza nasce anche dalla sua vicinanza a Lavitola nei mesi precedenti e seguenti l’attentato e dalla disponibilità di documenti, email e chat che potrebbero aiutare a ricostruire i contatti tra l’imprenditore, Ranucci e il loro entourage. Alcune ricostruzioni giornalistiche hanno inoltre riferito di scambi di messaggi tra Potenza e Laura Cianfoni, persona legata a Ranucci, nella notte delle perquisizioni e degli arresti dei quattro presunti esecutori materiali della bomba, durante i quali sarebbero stati condivisi documenti relativi all’ordinanza cautelare.
Cosa potrebbe contenere il memoriale presentato ai pm
Secondo quanto anticipato da alcune testate, nel memoriale che sta preparando la donna sostiene che Ranucci non sarebbe “esente da colpe” e che ci sarebbero elementi per ipotizzare un suo coinvolgimento in alcune vicende africane legate a Lavitola, oltre all’uso di Report come “strumento” in faccende private. Potenza ha invece ribadito più volte di non sapere nulla della bomba esplosa a Pomezia nell’ottobre 2025.