Europei canottaggio 2025: Italia 9 medaglie ma tanti dubbi verso Amsterdam | Il Fatto Quotidiano.it

Europei di canottaggio, per l’Italia 9 medaglie e molti punti di domanda. Il mondiale di Amsterdam è già una prova d’appello

Nove medaglie, due vittorie ma in specialità che non sono più nel programma olimpico (i doppi pesi leggeri), medaglie di bronzo (nei due senza e negli otto) che possono essere forse un punto di partenza ma hanno molta fame di conferme. Il canottaggio azzurro esce dagli Europei organizzati (alla grande) a Varese, alla Schiranna, con molti punti di domanda più che esclamativi. La flotta italiana ha bisogno di trovare un po’ se stessa e il simbolo di questo determinante giro di boa è la sorprendente esclusione del quattro di coppia dalla finale, dopo che questo stesso equipaggio ha dominato la scena negli ultimi anni, in una specialità in cui la nostra Nazionale ha sempre fatto scuola. Rossano Galtarossa, monumento del remo azzurro e ora presidente della federazione, ci vede lungo come quando aveva i remi in mano e nelle sue dichiarazioni unisce ottimismo e realismo, da autentico canottiere: “Il mondiale di Amsterdam (tra 20 giorni, ndr) ci dirà quale è il nostro stato di salute, a metà del cammino che porta a Los Angeles con la fondamentale prima tappa di qualificazione in programma ai Mondiali 2027 di Lucerna”. Insomma, appunto, cercansi sicurezze, ma siamo già alle prove d’appello.

Dalla seconda giornata di finali della Schiranna escono soprattutto le medaglie di bronzo grazie alle ammiraglie, maschile e femminile. L’otto degli uomini (Luca Chiumento, Salvatore Monfrecola, Giovanni Abagnale, Matteo Sartori, Leonardo Pietra Caprina, Andrea Panizza, Nunzio Di Colandrea e Giuseppe Vicino, timoniera Alessandra Faella) si attesta dietro Romania e Germania. Gara di coraggio e personalità per gli azzurri che nella parte centrale del percorso si scrollano di dosso la pressione di Polonia e l’equipaggio degli Atleti Indipendenti Neutrali (cioè bielorussi). Tedeschi lontani meno di tre secondi al traguardo. L’otto delle azzurre (Clara Guerra, Sophie Souwer, Angelica Merlini, Giorgia Pelacchi, Silvia Terrazzi, Elisa Mondelli, Laura Meriano e Alice Codato, timoniere Emanuele Capponi) si esprime ad alti livelli nonostante il cambio dell’ultima ora con Souwer salita a bordo per rimpiazzare l’infortunata Alice Gnatta. Prestazione di spessore, a soli due secondi dalle inglesi (seconde dietro la Romania). E’ il quarto bronzo consecutivo per l’Italia nell’otto femminile agli Europei: un piccolo grande segno che il movimento è stabilmente in salute.

Nelle specialità paralimpiche arriva l’argento per Giacomo Perini nel singolo PR1: si migliora rispetto a Plovdiv 2025 (quando fu di bronzo) e a lungo insidia l’inglese Benjamin Pritchard, campione mondiale e a Parigi 2024. E’ secondo all’arrivo, ma con vantaggi importanti sull’ucraino Poliansky e l’israeliano Daniel. Nelle specialità non olimpiche, bronzo per il doppio misto di Niels Torre e Sophie Souwer. Nelle altre finali, quarto posto per l’otto misto (Gaia Umbra Chiavini, Maria Lanciano, Aurora Spirito, Sara Borghi, Davide Comini, Gennaro Di Mauro, Davide Verità, Alessandro Gardino, timoniera Alessandra Faella) e il doppio mix PR3 (Marta Pozzi, Luca Conti), quinto per Luca Borgonovo nel singolo Pesi Leggeri.

Dunque da dove ripartiamo, puntando l’orizzonte sui Mondiali nei Paesi Bassi tra tre settimane e soprattutto sui Giochi di Los Angeles tra due anni? Hanno fatto brillare gli occhi i due senza, sia maschile che femminile, puntellati sui fratelli Codato, Giovanni e Alice, che fanno coppia rispettivamente con Matteo Lodo e Laura Meriano. Un terzo posto in Europa può essere una prima stazione del percorso, quando nello sport del remo devi tenere in considerazione superpotenze come Stati Uniti, Australia, Nuova Zelanda, perlomeno. “I due senza hanno dimostrato di poter lottare alla pari con le più importanti potenze europee – dice il presidente Galtarossa -. Questi due bronzi confermano che il percorso intrapreso è quello giusto, così come altamente emozionanti sono state le gare delle due ammiraglie che hanno dimostrato grande coesione“. Tra le note positive il presidente federale mette anche il doppio maschile di Niels Torre e Marco Selva e “la prima metà gara dei due quattro senza” che “sarà il punto di ripartenza in direzione del Mondiale”.

Il canottaggio vive momenti di cambiamento – e su alcuni aspetti che riguardano Los Angeles forse è meglio stendere velo pietoso, con la riduzione del campo di gara a 1500 metri – e tra questi c’è anche la riforma del sistema di qualificazione che dal 2025 assomiglia un po’ di più all’atletica leggera: niente gare di recupero, ma passaggi di turno decisi grazie ai migliori tempi. In queste maglie è finito il quattro di coppia. “La prestazione sottotono della barca campione mondiale e argento olimpico merita un’approfondita analisi per comprenderne dinamiche e relative cause. La fiducia nei confronti dei ragazzi, per quanto hanno saputo dare alla nostra Nazionale in questi ultimi dieci anni, è massima e, con il supporto dello staff tecnico, sono sicuro che sapranno ricaricarsi al meglio e trovare dentro di loro le migliori motivazioni per affrontare le prossime tre settimane finalizzate al Mondiale di Amsterdam”.