Europei Cerasuolo in finale con il brivido

Nuoto Nei 100 rana a Parigi Simone si qualifica con l’ultimo tempo utile: "Stanco? No, mi è mancato qualcosa". Oggi la gara

Simone Cerasuolo, 23 anni, punto di forza dell’Imolanuoto e delle Fiamme Gialle oggi in finale alle 18,48 (foto Fin)

Simone Cerasuolo, 23 anni, punto di forza dell’Imolanuoto e delle Fiamme Gialle oggi in finale alle 18,48 (foto Fin)

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PARIGI (Francia)

In finale nei 100 rana, ma che fatica. La notizia positiva è che il campione del mondo dei 50 rana, Simone Cerasuolo, conquista la finale degli Europei di Parigi sulla doppia distanza.

L’aspetto che preoccupa, semmai, è un altro. Ovvero che l’allievo di Cesare Casella si qualifica per la finale con l’ultimo tempo utile. Fin qui, tutto sommato, nulla di strano. Ma sono gli ultimi metri a lasciare perplessi. Perché dopo che, Martinenghi, domina la prima semifinale, gli occhi di tutti, almeno gli azzurri, erano per Cerasuolo. E Simone, almeno fino ai 70-75 metri è primo. Primo o secondo, secondo o primo. Fino al crollo degli ultimi metri, che lo relega in quinta posizione. Per fortuna, però, con l’ultimo tempo utile per partecipare alla finale, 59’’29.

Simone, specialista dei 50, in questo primo scorcio di stagione, ha dimostrato un discreto miglioramento sulla doppia distanza. Ma che è successo?

"Ho provato a spingere un po’ il passaggio e poi mi sono un po’ contratto. Comunque è bastato per raggiungere la finale: ovviamente domani dovrò aggiustare qualcosa".

Ragazzo intelligente, Simone, che ha 23 anni e gareggia sia con i colori delle Fiamme Gialle sia con quelli di casa, dell’Imolanuoto.

Forse non arriverà a medaglia – lui è campione del mondo sui 50 –, ma un piazzamento migliore dell’ottavo sì. Anche se il tempo ottenuto lo relegherà nelle corsie poco gradite.

"Affannato? No – ribatte Simone –. E’ mancato qualcosa. Mi aspettavo qualcosa di più. Adesso lavoreremo per ottenere qualcosa di meglio".

Ne parlerà con Cesare Casella, Simone, che negli anni ha saputo imparare dai propri errori per offrire sempre prestazioni migliori. Fino a portare, un anno fa, l’Imolanuoto sul tetto del mondo sulla distanza dei 50 rana.

E in attesa che possa cimentarsi anche nella prova che preferisce, Simone sta lavorando. Perché è abituato a rimboccarsi le maniche. E lottare sempre.

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