ESCLUSIVA MN - Traoré: "Pio Esposito è bravo ma Camarda ha tutto e sarà il titolare di Milan e Italia. Vorrei tornare un giorno..."

La seconda parte dell'intervista esclusiva di MilanNews.it all'ex calciatore rossonero Chaka Traorè, a opera di Alessandro Schiavone

Dopo aver ripercorso gli anni trascorsi in rossonero e parlato del suo presente (LEGGI QUI), nella seconda parte dell’intervista esclusiva concessa a MilanNews.it tramite il giornalista Alessandro Schiavone, Chaka Traorè si sofferma sui giovani talenti del vivaio milanista, Francesco Camarda e Christian Comotto, racconta il legame speciale con Paolo Maldini e ribadisce tutto il suo amore per il Milan, lasciando anche aperta la porta a un possibile ritorno in rossonero in futuro.

Camarda e Comotto hanno prolungato i loro contratti con il Milan. Pensi che possano invertire la tendenza e diventare parte integrante della prima squadra?

“Assolutamente sì! Francesco l’ho visto a Milanello per la prima volta quando era ancora minorenne. Per la sua mentalità e per quello che faceva già allora si vedeva che era un ragazzo diverso, che aveva qualcosa in più. Penso che sarà un grande attaccante del futuro. Ho visto che già nell’amichevole contro il Celtic ha fatto due gol. Spero con tutto il cuore che conquisti il Milan e diventi l’attaccante titolare. Gli auguro solo il meglio. Tra l’altro è un bravissimo ragazzo, intelligente e con una grande personalità. Ha la consapevolezza di avere doti importanti ma, allo stesso tempo, è umile. Farà una grande carriera.”

E potrà imparare da ‘Mister Ottanta Milioni’, Gonçalo Ramos...

“Certo, è perfetto avere una figura così da cui imparare. Tra l’altro, quando giochi con certi campioni puoi solo crescere, perché ti aiutano a migliorare sotto tutti i punti di vista: calcistico e umano.”

Ha qualcosa da invidiare a Pio Esposito?

“A me non piace fare paragoni. Però Francesco sa giocare, è tecnico e ha tante doti. Pio è un grandissimo attaccante e lo sta dimostrando anche in nazionale. Forse oggi è più pronto di Francesco, però credo che, alla lunga, Francesco diventerà il titolare della Nazionale.”

Anche Pato era più precoce di Coutinho, ma poi è stato quest’ultimo a fare la carriera migliore

“Esatto. Ed è per questo che dico che un giorno Francesco sarà incredibilmente forte. Anzi, già lo è, però è ancora giovane e il potenziale che ha è incredibile. Il Milan ha fatto benissimo a rinnovargli il contratto e a puntare su di lui.”

E Comotto, invece, con il quale ti sei allenato qualche volta?

“Non l’ho frequentato tanto, ma è un ragazzo intelligente, tranquillo e focalizzato. Ho visto le sue partite e ha talento da vendere. Però non posso sbilanciarmi troppo, non avendolo frequentato come Francesco.”

Ti piacerebbe fare come tanti altri prodotti del settore giovanile e tornare al Milan primo o poi?

“Certo che mi piacerebbe. Il Milan sarà sempre nel mio cuore. Questo club mi ha cambiato la vita.”

Quando hai lasciato la Costa d’Avorio per arrivare in Italia, nel 2015, tifavi già Milan?

“No, all’epoca non tifavo per nessuna squadra. Però, parlando per la prima volta con Maldini, ho capito che oltre a essere una leggenda è anche una persona fantastica. È stato lui a portarmi via dal Parma. C’erano anche altri club interessati, ma quando il mio agente mi ha parlato del Milan gli ho risposto che non volevo sapere nulla delle altre squadre. Da quel momento il Milan mi è entrato nel cuore e, in Italia, per me esiste solo il Milan.”

Ma da professionista, se ti chiama una rivale del Milan, non puoi dire di no…

“Ovvio. Però, se ci fossero il Milan e un’altra squadra italiana, sceglierei sempre il Milan.”

La partenza di Paolo Maldini nel 2023 ha scosso l’ambiente?

“Ovviamente sì. Quando se ne va una leggenda del calcio mondiale come Paolo è normale che faccia effetto. È stato triste vederlo andare via in quel modo. Purtroppo noi giocatori non potevamo fare nulla. È stato un momento brutto, ma sono grato di averlo conosciuto e di aver avuto la possibilità di parlare con lui. È qualcosa che non dimenticherò mai nella mia vita.”