«Ero stanco di sentirla lamentarsi di me», 70enne soffoca la suocera con un sacchetto e chiama i carabinieri: l'omicidio nel Padovano


L'omicidio è avvenuto a Villatora di Saonara. La vittima è un'anziana di 96 anni affetta da diverse patologie. A dare l'allarme è stato lo stesso pensionato con una telefonata al 112: l'uomo è stato arrestato e condotto in carcere
A Villatora, frazione del comune di Saonara nel Padovano, un uomo di 70 anni ha soffocato e ucciso l’anziana suocera di 96 anni con cui conviveva, prima di telefonare ai carabinieri per confessare il delitto. I due si trovavano da soli nell’abitazione al momento dei fatti. È stato lo stesso pensionato, incensurato, a comporre il 112 per chiedere l’intervento delle forze dell’ordine e ammettere di aver aggredito la donna fino a causarne la morte. L’uomo è rimasto in linea con l’operatore fino all’arrivo della pattuglia sul posto, che ha poi rinvenuto il corpo ormai esanime della vittima.
La dinamica e le ragioni del gesto
La donna di 96 anni, affetta da diverse patologie e bisognosa di assistenza continua, veniva accudita dalla figlia e dal genero. Secondo quanto ricostruito, l’aggressione è avvenuta ponendo un sacchetto sul capo dell’anziana a seguito di una sua ennesima richiesta di carattere sanitario. Ai militari arrivati nell’abitazione, il settantenne ha giustificato il gesto parlando di una condizione di profondo e prolungato disagio emotivo, esasperato dai comportamenti irrazionali della donna e dal progressivo peggioramento del suo stato di salute, ammettendo di essere stanco di sentirla lamentarsi di lui.
I rilievi della Procura e l’arresto
Nell’abitazione di Saonara sono giunti i Carabinieri per i rilievi del caso, insieme al pubblico ministero di turno Marco Brusegan e al medico legale Antonello Cirnelli, perito incaricato dalla Procura di eseguire la prima ispezione esterna sulla salma e la successiva autopsia. Al termine degli accertamenti e delle formalità di rito, il settantenne è stato arrestato con l’accusa di omicidio e trasferito nella casa circondariale di Padova a disposizione dell’autorità giudiziaria.
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