Ercolano, agli scavi ritorna visitabile l’antica bottega di Priapo: fu scoperta dall'archeologo Maiuri
Procedono a ritmo serrato i lavori di manutenzione straordinaria del Parco Archeologico di Ercolano. Riapre, infatti, al pubblico dopo diversi anni la Bottega di Priapo con la sua taberna: un quartiere abitativo, scoperto nella grande stagione di scavi di Amedeo Maiuri, che racconta la vita quotidiana degli ercolanesi prima dell'eruzione del Vesuvio del 79 d.C. Tutto dopo soli pochi mesi dalla riapertura al pubblico del percorso del Calchidicum. Inoltre, il sito diventa sempre più tecnologico. È online, infatti, il Catasto Urbano della città antica: piattaforma digitale aperta e interattiva, con dati Open Data e geoservizi, per leggere il sito attraverso isolati, complessi, funzioni e singoli ambienti.
La Bottega di Priapo, che deve il suo nome alla raffigurazione dietro al bancone principale, del dio della prosperità e della fertilità, secondo gli archeologi non era solo una locanda ma un luogo di accoglienza. Il piccolo bancone serviva per vendere i cibi, mentre una cisterna permetteva di mantenere fresco il vino. Sul soppalco c'erano le provviste e un'altra stanza, con panche in pietra, erano riservate ai clienti per consumare i cibi.
Il passaggio
Inoltre, attraverso un passaggio riservato si accedeva ad una vera e propria stanza da pranzo, con pareti decorate da affreschi a fondo bianco e riquadri rossi che inquadrano quadretti con nature morte. Gli interventi nel quartiere abitativo hanno interessato la sostituzione di architravi in legno, in putrelle d'acciaio o in cemento armato in cattive condizioni o non più idonei a svolgere la loro funzione strutturale. «La manutenzione straordinaria è una priorità per il Parco- ha detto la direttrice Federica Colaiacomo - è un impegno continuo, reso possibile dal lavoro dei nostri funzionari e dei professionisti e delle imprese che ci affiancano, per consegnare al pubblico, un tassello alla volta, un sito sempre più fruibile».
La mappa
Grande novità anche il Catasto Urbano, consultabile online per avere informazioni sugli spazi dell'antica città. Si tratta di un sistema di catalogazione e rappresentazione che permette di leggere il sito archeologico attraverso la sua organizzazione spaziale: dagli isolati e dai complessi architettonici fino agli spazi destinati alle diverse attività e ai singoli ambienti. È una piattaforma digitale aperta e interattiva, nata per la tutela e la manutenzione del sito e oggi al servizio di tutti per una conoscenza condivisa.
Il Catasto nasce da uno studio partito nel 2006 tra il Parco Archeologico di Ercolano e il Packard Humanities Institute, attraverso il suo braccio operativo in Italia, l’Istituto Packard per i Beni Culturali. È nata così una mappa interattiva della struttura urbana di Ercolano, divisa in quattro sezioni: blocchi, corrispondenti agli isolati; unità catastali, che individuano complessi di edifici e spazi riferibili alla stessa proprietà o allo stesso corpo di fabbrica; unità funzionali, che riuniscono ambienti legati a una specifica funzione. «La pubblicazione online del Catasto Urbano è un tassello del lavoro congiunto, ormai pluriventennale, tra il Parco ed il Packard Humanities Institute in una prospettiva condivisa di potenziamento delle risorse per una gestione dinamica del Sito», ha dichiarato l’architetto Jane Thompson, manager del partenariato pubblico-privato per conto delle fondazioni Packard.