Energy Dome inaugura il nuovo hub a Piacenza: da qui la CO2 Battery punta ai mercati mondiali

L’evento di inaugurazione segna l’apertura dell’hub produttivo centrale dell’azienda italiana che sviluppa la CO2 Battery, tecnologia pionieristica per l’accumulo a lunga durata e risposta europea alle esigenze di autonomia strategica e flessibilità della rete. Previsto un piano di investimenti complessivo da 6,5 milioni di euro per triplicare la capacità produttiva dell'hub manifatturiero ed espandere l'organico fino a 80-90 addetti entro il 2028.

Energy Dome inaugura il nuovo hub a Piacenza: da qui la CO2 Battery punta ai mercati mondiali

Indice dei contenuti

  • Energy Dome, l’innovazione italiana dello storage energetico scala a livello globale
  • Da Piacenza ai 4 continenti: una filiera italiana di portata globale
  • Un piano di investimenti da 6,5 mln e forte sviluppo occupazionale
  • Una filiera 100% europea per la sovranità energetica e la competitività

Energy Dome, l’innovazione italiana dello storage energetico scala a livello globale

Energy Dome, società italiana attiva nel settore dello storage energetico di lunga durata scalata a livello internazionale, inaugura oggi a Piacenza il suo nuovo stabilimento produttivo.

All’evento hanno presenziato rappresentanti delle istituzioni nazionali e locali, tra cui il Viceministro delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini, il vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Vincenzo Colla e il Sindaco di Piacenza Katia Tarasconi.

L’apertura del nuovo sito rappresenta un passaggio strategico nell’industrializzazione della CO2 Battery, la tecnologia proprietaria sviluppata da Energy Dome per risolvere la discontinuità delle fonti rinnovabili, evitare lo spreco di energia pulita nei momenti di over-production e garantire la stabilità delle reti elettriche su scala mondiale.

Da Piacenza ai 4 continenti: una filiera italiana di portata globale

Il valore strategico del sito di Piacenza risiede nel suo ruolo di hub manifatturiero centrale: è qui che prendono forma i componenti chiave (dome) destinati ai grandi impianti internazionali dell’azienda. Dal nuovo stabilimento è già stato spedito in India il primo dome realizzato interamente in-house per il progetto di Kudgi (20 MW / 160 MWh) con NTPC, mentre è attualmente in produzione il componente per il Columbia Energy Storage Project in Wisconsin (USA, 20 MW / 200 MWh con Alliant Energy). A seguire, la produzione servirà il sito di Rhode in Irlanda (23 MW / 200 MWh). 

Ad oggi, Energy Dome vanta una presenza distribuita su 4 continenti, con oltre 2 GWh di progetti in esercizio o contrattualizzati, oltre 3 GWh di progetti autorizzati e una pipeline di sviluppo superiore a 30 GWh. Tra i clienti e partner già annunciati figurano player di primo piano globale come Google, Engie, Alliant Energy, NTPC, SEC e SRP. 

Un piano di investimenti da 6,5 mln e forte sviluppo occupazionale

Lo stabilimento di Piacenza ha visto nell’ultimo anno investimenti per circa 2 milioni di euro destinati all’adeguamento del capannone, all’acquisizione di macchinari avanzati e al potenziamento delle infrastrutture elettriche e di rete. L’azienda ha pianificato un percorso di crescita che porterà l’investimento complessivo a circa 6,5 milioni di euro nei prossimi due anni, con l’obiettivo di triplicare la capacità produttiva e far crescere il team locale dagli attuali 30 addetti fino a 80–90 dipendenti entro il 2028.

“La vera notizia che celebriamo oggi non è soltanto l’apertura di un sito industriale, ma la dimostrazione che dall’Italia può nascere e svilupparsi una tecnologia di frontiera capace di scalare i mercati mondiali”, ha dichiarato Claudio Spadacini, Founder & CEO di Energy Dome. “I nostri impianti partono da Piacenza per raggiungere l’America, l’Asia e l’Europa, dimostrando come il Made in Italy industriale possa essere protagonista assoluto della sovranità tecnologica e della transizione energetica globale.”

Una filiera 100% europea per la sovranità energetica e la competitività

A differenza delle tecnologie di accumulo tradizionali che dipendono da catene di fornitura extra-europee, la CO2 Battery di Energy Dome valorizza componenti e filiere manifatturiere interamente europee (dall’acciaio alle turbomacchine), evitando di sostituire la dipendenza dai combustibili fossili con la dipendenza da hardware estero. 

In questo contesto, l’Italia si attesta come laboratorio d’avanguardia per lo storage energetico – anche alla luce dei target PNIEC, dei fabbisogni indicati da Terna (50 GWh al 2030) e del nuovo meccanismo MACSE -, dimostrando come la riduzione dei costi di sistema e il contenimento dei picchi di prezzo siano la vera leva per la competitività industriale del Paese e dell’Europa.

Su Energy Dome 

Energy Dome è un provider leader di soluzioni innovative di capacità per le utility e l’infrastruttura di intelligenza artificiale, basato sulla sua tecnologia brevettata CO2 Battery. Il sistema proprietario dell’azienda fornisce capacità programmabile e competitiva sui costi, oltre a energia pulita e affidabile h24 utilizzando materiali facilmente reperibili, supportando l’affidabilità della rete, la sicurezza energetica e la competitività industriale. In un contesto in cui la domanda globale di elettricità accelera, spinta dalla crescita dei consumi elettrici, dai carichi di lavoro dell’AI, dall’hyperscale computing e dalla rapida espansione delle infrastrutture dei data center, Energy Dome sta avanzando con la distribuzione commerciale della sua tecnologia per offrire soluzioni energetiche economiche, affidabili, scalabili e a basse emissioni per utility, fornitori di energia, hyperscaler e grandi consumatori di energia.