Primarie Usa, i risultati tra i Democratici e i Repubblicani

Introduzione

Continua la corsa di avvicinamento dei Repubblicani e Democratici alle elezioni di mid-term, in calendario a novembre per il rinnovo della Camera dei Rappresentanti e di un terzo del Senato. Entrambi i partiti in queste settimane sono impegnati nella scelta dei candidati per la Camera e il Senato - oltre che per i candidati governatori per gli Stati chiamati a rinnovare le loro presenze -, scelte che potrebbero rivelarsi cruciali per disegnare la mappa del prossimo Congresso: i democratici infatti sperano di strappare il controllo di almeno una delle due Assemblee al partito di Donald Trump, ma devono fare i conti con le loro divisioni interne tra moderati e progressisti. Mentre i Repubblicani cercano di difendere le loro maggioranze, in un contesto che vede però la popolarità del presidente a livelli molto bassi.

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Quello che devi sapere

La sfida chiave del Minnesota

Una corsa chiave per capire le divisioni interne ai Dem è quella che si è consumata in Minnesota: qui la vicegovernatrice dello Stato Penny Flanagan, esponente dell'area socialista, ha sconfitto la deputata statunitense Angie Craig, aggiudicandosi così le primarie democratiche per il seggio vacante del Minnesota al Senato degli Stati Uniti. La vittoria di Flanagan sulla deputata moderata rappresenta un'ulteriore vittoria per i progressisti nella più ampia lotta per il futuro del Partito Democratico. La proposta progressista e combattiva di Flanagan le ha permesso di ottenere l'appoggio del Partito Democratico-Contadino-Laburista (DFL) e il sostegno di leader di sinistra come Bernie Sanders e Elizabeth Warren. Craig, dal canto suo, ha sostenuto che la sua comprovata capacità di conquistare e mantenere un distretto suburbano in bilico la rendeva una candidata più sicura per assicurare la vittoria democratica a novembre.

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Le primarie in Connecticut

Per capire cosa sta accadendo all’interno del partito che in questo secolo ha portato alla Casa Bianca Barack Obama e Joe Biden, è utile analizzare anche cosa è successo in Connecticut: qui il deputato democratico John Larson, 78 anni, ha perso le primarie contro l'ex sindaco di Hartford Luke Bronin, diventando un altro esempio della spinta degli elettori democratici a spazzare via i membri uscenti della Camera e a sostituirli con una leadership più giovane.

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La rivoluzione nel Partito democratico

Larson, 78 anni, è diventato così il settimo deputato democratico sconfitto alle primarie quest'anno. Solo in un altro ciclo elettorale dal 2000 si è registrato un numero così elevato di sconfitte di deputati uscenti alle primarie. Bronin, 47 anni, ha condotto una seria campagna contro di lui, invocando un cambio generazionale e sostenendo che il secondo mandato del presidente Donald Trump richiedeva nuova energia e una nuova direzione da parte dei legislatori democratici. Bronin ha raccolto più fondi di Larson - un dato spesso decisivo nelle campagne Usa - e ha conquistato gli attivisti del partito alla Convention statale, ottenendo l'appoggio del partito a livello statale.

La vittoria di Abdul El-Sayed in Michigan

L’ondata di cambiamento tra i Dem è stata aperta in queste settimane da Abdul El-Sayed, che ha vinto le combattute primarie democratiche per il Senato in Michigan. El-Sayed si è così assicurato la nomination in una gara serrata contro la deputata Haley Stevens, e consolidato la sua posizione nel Midwest per la sinistra progressista in ascesa in queste elezioni di mid-term.

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La situazione in Wisconsin

Un dato in controtendenza arriva invece dal Wisconsin: qui infatti il Dem moderato David Crowley si è aggiudicato la nomination democratica per la carica di governatore, sconfiggendo in una sfida serrata fino all'ultimo la socialista democratica Francesca Hong, che cercava di sfruttare lo slancio delle recenti vittorie progressiste in Michigan, New York e Colorado. Dall'altra parte dello schieramento politico, il deputato repubblicano Tom Tiffany ha vinto agevolmente le primarie del Partito Repubblicano. La corsa a governatore in Wisconsin - un tempo bastione Dem ma ormai considerato uno Swing State - è incerta, in uno stato che il presidente Trump ha vinto nel 2016 e nel 2024.

La corsa repubblicana in South Carolina

Restando in campo repubblicano, una delle sfide più attese è quella del South Carolina: la morte del senatore Lindsey Graham ha lasciato infatti vacante un importante seggio che sarà riassegnato alle mid-term. In base ai primi dati emersi dalle primarie nel partito di Trump, la sorella Darline Graham si è qualificata per il ballottaggio del 25 agosto, durante il quale sarà stabilito il nome di chi correrà per difendere il seggio dello Stato.

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La sostituzione di Edwards in North Carolina

Sempre in campo repubblicano, Jennifer Balkcom - deputata di un distretto legislativo del North Carolina nella contea di Henderson - affronterà Jamie Ager, vincitore delle primarie dem, per il seggio dell'XI Distretto congressuale per la Camera Usa, alle midterm di novembre. Lo ha deciso il comitato esecutivo repubblicano dello Stato chiamato a scegliere un sostituto del deputato in carica Chuck Edwards, costretto a rinunciare alla rielezione a causa di accuse di molestie sessuali. Balkcom dovrà affrontare una corsa contro il tempo dato che mancano meno di tre mesi alla tornata elettorale e l'invio delle schede per il voto per corrispondenza inizierà il 4 settembre. "Questa competizione è troppo importante per restare a guardare", ha scritto Balkcom su X.

La presa di Donald Trump sui Repubblicani

E ancora, come detto, le primarie in campo repubblicano sono anche un termometro per misurare non solo la popolarità di Trump ma anche la sua presa sull’elettorato che l’ha portato due volte alla Casa Bianca. Gli esiti finora sono stati contrastanti: i candidati da lui appoggiati hanno vinto in alcuni Stati e hanno subito battute d'arresto in altri. Quelli in South Carolina e nella corsa a governatore in Wisconsin hanno ottenuto buoni risultati dimostrando che gli elettori continuano a dare ascolto al tycoon. Anche Rhett Marques, deputato statale dell'Alabama sostenuto da Trump, ha ottenuto la candidatura repubblicana. In Minnesota tuttavia Mike Lindell, fedele alleato del presidente, è stato però sconfitto da Lisa Demuth, presidente della Camera dei Rappresentanti nella corsa per la nomination a governatore.

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