Electrolux, Solaro boccia il nuovo piano. “Tagli confermati e ritmi di lavoro disumani”
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Partono le azioni di lotta, martedì 15 sciopero in tutti gli stabilimenti e manifestazione a Cerreto d’Esi. I sindacati: “A Solaro 116 licenziamenti e lo stop all’intesa che prevedeva un’ulteriore linea produttiva”

L’assemblea dei lavoratori della Electrolux di Solaro

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Solaro (Monza Brianza), 11 settembre 2026 – L’assemblea dei lavoratori Electrolux a Solaro respinge il piano rivisto dell’azienda che conferma i licenziamenti: partono le azioni di lotta e già martedì 15 ci sarà uno sciopero in tutti i siti produttivi e manifestazione nazionale a Cerreto d’Esi (Ancona).
“L’azienda conferma il piano di licenziamenti e, contemporaneamente, pretende ritmi di lavoro disumani. Per questo iniziamo la lotta con uno sciopero nazionale”, dicono i sindacati. Dopo i due giorni di confronto al ministero delle Imprese e del Made in Italy, Electrolux ha confermato il proprio piano industriale: chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e 1.450 esuberi a cui si aggiungono 135 contratti a termine che non saranno rinnovati (oltre ai 91 già cessati).
“Per quanto riguarda Solaro (617 dipendenti), ai 116 licenziamenti (senza contare i 111 giovani con contratto a termine cessato) si aggiunge la sconfessione di un accordo che prevedeva l’installazione entro il 2026 di una ulteriore linea produttiva e, nella stesso tempo, la richiesta di aumentare le cadenze delle linee di montaggio dagli attuali 90 pezzi fino a 140 pezzi all’ora. In sintesi meno lavoratori e ritmi di lavoro insostenibili”, spiega una nota sindacale congiunta.
“Di fronte a questa posizione inaccettabile serve una convocazione urgente del tavolo con il ministro e con le Regioni interessate, nonché un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti istituzionali per impedire a Electrolux di scaricare sui lavoratori e sui territori il costo delle proprie scelte”.
Il segretario Fiom
“A Solaro si è tenuta una assemblea con sciopero – dichiara Andrea Torti, segretario Fiom Milano –, questo folle piano non si deve concretizzare. La mobilitazione prosegue martedì 15, con ulteriori 8 ore di sciopero per respingere il piano aziendale e partecipare e alla manifestazione nazionale davanti allo stabilimento di Cerreto d’Esi”.
Il disimpegno
Il quadro complessivo di Electrolux in Italia, nel frattempo ha già visto la riduzione dei contratti a tempo indeterminato da 4.279 a 4.200 persone tra aprile e agosto. “L’azienda pretende inoltre di superare gli accordi sindacali sull’organizzazione del lavoro, aumentando le cadenze delle linee di montaggio fino a 140 pezzi all’ora e puntando alla stabilizzazione di un unico turno giornaliero nelle fabbriche. Si tratta di richieste pesanti, che imporrebbero ulteriori sacrifici - ribadiscono Fim, Fiom e Uilm -. La mobilitazione proseguirà con determinazione fino a quando Electrolux non ritirerà esuberi e dismissioni e non presenterà un piano industriale fondato sull’occupazione e sul rilancio degli stabilimenti italiani”.
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