Ele A col pianoforte dal balcone delle Case Bianche: il successo di Red Bull 64 Bars Live a Taranto

Performer singing on a balcony at night with red lighting.

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Sabato 3 ottobre alle Case Bianche di Taranto c’è stata la quinta edizione del Red Bull 64 Bars Live. Per il suo debutto in città, che ha fatto registrare un rapido tutto esaurito, il anche questa volta il format ha abbandonato le classiche strutture degli stadi o dei palazzetti per immergersi nell’atmosfera del quartiere Paolo VI, trasformando le palazzine in quinte teatrali e la piazza in un’unica, enorme platea.

Per più di due ore la musica ha animato il quartiere, abbattendo qualsiasi barriera tra artisti e pubblico, con i balconi delle abitazioni che sono diventati spalti e i garage che si sono trasformati in quinte da cui far uscire gli artisti. Insomma, la folla è diventata parte integrante dell’esibizione. Chi era in piazza, chi si affacciava alla finestra da casa e chi seguiva lo show in streaming da remoto ha vissuto un’esperienza immersiva e corale. È la cifra stilistica che il format di Red Bull ha perfezionato nel tempo: estrapolare il rap dai soliti circuiti commerciali per calarlo in contesti urbani forti, carichi di identità, storia e vissuto popolare. Dopo le tappe iconiche a Scampia e al Corviale di Roma, le Case Bianche di Taranto si aggiungono così a una mappa geografica che riconnette questo genere alle sue origini: la strada.

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Gabriele Seghizzi

Anche gli stessi ingressi in scena degli artisti hanno concretizzato questa visione. Night Skinny, per esempio, ha dato il via al countdown apparendo direttamente da uno dei balconi del palazzo, mentre Artie 5ive ha fatto il suo ingresso trionfale da un garage a bordo di un quad personalizzato. Nerissima Serpe e Papa V hanno condiviso la scena infiammando la piazza, mentre Sayf ha attraversato il pubblico scortato dalle note di una marching band pugliese. Non sono mancati momenti più intimi e suggestivi, come l’esibizione di Ele A che, affiancata da Sayf e accompagnata solo da un pianoforte, è comparsa a sorpresa da un balcone. La serata ha visto anche un intenso ponte generazionale grazie alla presenza del rapper statunitense Redman, che ha affiancato l’energia dei nuovi protagonisti della scena italiana, testimoniando la storia globale del genere. Il gran finale non poteva che essere affidato al talento del territorio: Kid Yugi, cresciuto a pochi chilometri di distanza, a Massafra. L’artista è emerso da una monumentale struttura artistica per chiudere lo show con le sue 64 Barre di Terrore.

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Gianfranco Tripodo / Red Bull Content Pool

E come ogni edizione, il merito principale dell’evento è non essersi limitato a ospitare un concerto in una città nuova, ma aver fatto penetrare la musica nell’anima del luogo. Tra i palazzi, i cortili e gli sguardi dei residenti, le rime e la scena rap è tornata al centro di uno spazio urbano, uno di quelli spesso dimenticati.