«El Niño è tornato, caldo estremo e inondazioni devasteranno molte aree del mondo»: l'Onu lancia l'allarme, quali zone sono in pericolo

«El Niño è tornato. Caldo estremo, siccità e inondazioni si apprestano ancora una volta a devastare le comunità in America Latina, Africa orientale e meridionale, Asia e nell'area del Pacifico. Il precedente episodio nel 2023-2024 ha lasciato decine di milioni di persone bisognose di cibo, nutrizione, acqua, servizi igienico-sanitari, assistenza sanitaria, sostegno agricolo e protezione, e le previsioni sono chiare: questo fenomeno si preannuncia ancora più grave». L'allarme arriva da Tom Fletcher, sottosegretario generale dell'Onu per gli affari umanitari.

Gli aiuti

Il timore delle Nazioni Unite è legato alla fragilità dei territori che si trovano lungo la traiettoria del fenomeno, che rischia di colpire contesti già messi a dura prova da altre crisi. «Arriva in un contesto segnato da conflitti diffusi e da un numero crescente di persone in fuga, mentre l'impennata dei prezzi di carburanti, fertilizzanti e generi alimentari mette a dura prova le famiglie più vulnerabili, il tutto con il sistema umanitario scosso da pesanti tagli ai fondi», ha aggiunto, annunciando che «siamo pronti a erogare fino a 100 milioni di dollari (circa 87 milioni di euro, ndr) dal Fondo centrale di risposta alle emergenze per giocare d'anticipo rispetto a questo El Niño».

La strategia 

Fletcher ha spiegato che la risposta si baserà sulla prevenzione: «A sostegno di tale risposta stiamo pianificando, mettendo in pratica le lezioni del passato, innovando, coordinando la comunità umanitaria e agendo concretamente.

La nostra preparazione si basa su previsioni sempre più sofisticate». A suo parere servono «finanziamenti tempestivi e flessibili che siano proporzionati alla portata del rischio. Chiediamo al mondo di dare priorità alla risoluzione dei conflitti e al sostegno alle comunità costrette a fuggire».

Il fenomeno

El Niño è un fenomeno climatico periodico che provoca un forte riscaldamento delle acque superficiali dell'Oceano Pacifico Centro-Meridionale e Orientale. La sua manifestazione provoca inondazioni nelle aree direttamente interessate, ma anche siccità nelle zone più lontane da esso e altre perturbazioni che variano a ogni sua evoluzione.


Ultimo aggiornamento: lunedì 13 luglio 2026, 18:03

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