El Koudri, parla lo chef ferito: “Non credo che sia matto, resta un attentatore. Dolore ingiustificabile”
Modena, 15 settembre 2026 – «Ricordo che avevo lo sguardo rivolto al cielo e mi chiedevo se davvero quell’auto mi fosse piombata addosso; se fossi stato in grado di raggiungere il luogo in cui mi aspettavano. Non avevo capito cos’era accaduto davvero. Non parliamo di un pazzo, ma se anche lo fosse non giustifica il dolore che ha causato a tante famiglie. La differenza tra il bene e il male la conosce anche un folle. Risarcimenti alle vittime? E’ una notizia che comunque fa piacere perché a tutti noi la vita è stata stravolta, seppur io mi reputi comunque fortunato rispetto a tutte le altre persone coinvolte nell’attentato che oggi vorrei davvero incontrare».
A parlare è lo chef del ristorante Zelmira Ermanno Muccini, tra i feriti gravi dell’attentato del 16 maggio, quando l’auto di El Koudri piombò a tutta velocità sulla folla, in via Emilia Centro. Muccini, come si sente innanzitutto?
«Ho ancora qualche problema alle braccia e al collo. Le mani mi cedono, soprattutto la mano destra e, al momento, non posso tornare a lavorare. La conseguenza è anche il minor guadagno: circa un terzo rispetto a prima».
L’avvocato dell’imputato annuncia che l’assicurazione pagherà...
«E’ una notizia che accolgo con piacere e non tanto per me, ma soprattutto per chi ha subito danni gravissimi. E’ giusto che vengano risarciti almeno in parte, perché quello che è accaduto non è ‘risarcibile’; non c’è un prezzo per quello che abbiamo subito. Non pretendo certo di non lavorare; spero di poterlo fare presto, ma anche nel mio caso un disagio me lo ha creato, mi ha messo in difficoltà».

I soccorsi dopo l'attentato: era il 16 maggio
La politica si interroga sulla natura di quell’attentato: legato ad una condizione ‘psichiatrica’ o al terrorismo, all’odio verso l’occidente. Lei cosa ne pensa?
«Il punto è che il danno l’ha fatto ed è stato volontario, quindi non importa se sia o meno terroristico seppur, da quanto ho capito rispetto alle ultime notizie emerse, lo è. Anche io sono in cura, ma non ho mai ammazzato nessuno e so distinguere il bene dal male. L’attentatore ce l’ha con noi, con gli italiani e con il nostro Cristo perché non è contento di quello che ha. Voleva bruciare l’università che lo aveva fatto studiare? (dice citando la mail che El Koudri inviò a Unimore, ndr). E’ nato in Italia, le prime generazioni non hanno causato mai grandi problemi ma le seconde sono scontente di tutto, di ciò che hanno. Quindi, secondo me, dovrebbero andare via se qua non si sentono a casa. Ho tanti amici di origine straniera, non ce l’ho con gli stranieri ma chi non si sente a casa non ci deve rimanere. Il punto è che neppure chi è malato commetterebbe mai un gesto del genere quindi io non credo sia un matto, credo lui ce l’abbia con noi perché non ha ottenuto quello che voleva».
Ha detto che vorrebbe incontrare le altre vittime dell’attentato.
«MI piacerebbe moltissimo. Io ricordo solo che era rosso quel giorno e le auto non passavano, così ho attraversato prima del negozio Dugoni. Ho sentito l’auto; ho pensato: guarda questo cosa fa, come gira. Poi, velocissimo, i tonfi. Mi sono buttato in mezzo alla strada anche se non ricordo di averlo fatto e poi mi ha preso. Sentivo dolore al piede, alle braccia ma non alla testa, seppur avessi ferite. Mentre ero a terra ho pensato: ma mi ha investito? Ero incredulo. Fino a quando non me lo hanno detto, non avevo capito cosa fosse accaduto. Mi hanno messo un ombrello davanti, vedevo solo il cielo. Tutto quello che è accaduto l’ho capito dopo».

L'attentato del 16 maggio
Il nodo risarcimenti
Emergono novità in merito ai risarcimenti a favore delle vittime. Seppur nessuna cifra potrà mai restituire una vita e neppure serenità alle tante persone innocenti su cui l’auto di El Koudri è piombata addosso, il legale dell’indagato – avvocato Fausto Gianelli – precisa che l’agenzia assicurativa accesa dal padre di El Koudri (Rca) pagherà. Infatti la recente giurisprudenza, relativa a sentenze di Cassazione precisa che nel campo dell’assicurazione obbligatoria auto, la tutela sociale delle vittime e l’interesse pubblico al risarcimento prevalgono sulla regola generale del codice civile che esclude i danni dolosi.
“L’auto di El Koudri è coperta da assicurazione – precisa Gianelli – le polizze includono una clausola che precisa che, se l’atto è volontario, non è previsto il risarcimento del danno. La Cassazione, però, ha specificato anche in una recente sentenza come sia prioritario l’interesse pubblico e la tutela delle vittime. Quindi il risarcimento deve essere previsto anche in caso di atto volontario, come in questo caso. Ho già scritto all’assicurazione – conclude Gianelli – e ha risposto che prendono atto e pagheranno quanto dovuto. Il danno causato dal mio assistito non è stimabile, è enorme ma è bene specificare che il massimale previsto dalla polizza è di sei milioni di euro che spettano alle vittime. In questa terribile vicenda, almeno, ci sarà un risarcimento”.