Ecosistemi urbani, Piceno virtuoso. Ascoli tra le città meno inquinate

I comuni capoluogo di provincia Ascoli e Fermo occupano le prime due posizioni in Italia per quanto riguarda l’efficienza nella depurazione. È questo uno dei risultati che emergono dal ‘Rapporto Ecositema Urbano’: lo studio, realizzato in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, misura le performance ambientali dei capoluoghi di provincia italiani. Lo studio, svolto sui 106 capoluoghi, restituisce una fotografia in chiaroscuro di un Paese dove le città si muovono ad una doppia velocità, tra difficoltà e qualche miglioramento, e dove le differenze sono sempre più marcate tra il nord e il sud della Penisola.

Quello che è certo è che le città stanno provando a reagire alle sempre più logoranti emergenze urbane, forse spinte anche dall’arrivo di fondi eccezionali legati alle emergenze climatiche urbane registrate nel Paese oppure a contributi straordinari, come ad esempio per le progettualità legate al Pnrr, ma lo fanno in maniera non sinergica. Il capoluogo Piceno occupa la 43° posizione della graduatoria nazionale mentre Fermo è al 97° posto. Ascoli si distingue per la presenza di Pm10 che è una tra le più basse d’Italia e che permette al capoluogo piceno di occupare la secondo posizione. Ascoli è al quinto posto in Italia per l’energia rinnovabile sulla base della Potenza installata (kW) su edifici pubblici ogni 1.000 abitanti e occupa il 17° posto per l’estensione superficie stradale pedonalizzata (mq/100 abitanti). Fermo occupa l’undicesimo posto in Italia per quanto riguarda invece la presenza di alberi ogni 100 abitanti in aree di proprietà pubblica e il 25° posto nei consumi di acqua potabile per uso domestico (litri/abitante/giorno). Il punteggio nella classifica finale, in centesimi, viene assegnato sulla base dei risultati qualitativi ottenuti nei 20 indicatori considerati da Ecosistema Urbano e che coprono sei aree tematiche: aria, acqua, rifiuti, mobilità, ambiente urbano, energia. Ieri Legambiente, partendo proprio dall’analisi del su nuovo report, ha indicato al Governo quattro priorità d’intervento chiedendo di: prevedere maggiori stanziamenti di risorse economiche per le città, dopo la fine del Pnrr; rendere operativo il piano di adattamento ai cambiamenti climatici (Pnacc) stanziando nella nuova legge di bilancio le risorse economiche necessarie per attuare gli interventi prioritari; così come è fondamentale approvare una legge nazionale contro il consumo di suolo; prevedere più interventi di mitigazione e di adattamento che abbiano al centro nature-base Solutions (NbS).

Vittorio Bellagamba