Economia subacquea, censite 189 imprese: nuove tecnologie e opportunità di lavoro
La dimensione sottomarina italiana già fattura 3,5 miliardi di euro. Il primo Rapporto nazionale sull’underwater offre una fotografia organica di un ecosistema produttivo e strategico per il Paese. Il Rapporto, realizzato dall’Osservatorio Nazionale sull’Economia del Mare - OsserMare di Informare, con il contributo scientifico del Centro Studi delle Camere di commercio G. Tagliacarne, in collaborazione con il PNS – Polo Nazionale della dimensione Subacquea, Unioncamere e Assonautica, è stato presentato in Senato grazie a una iniziativa promossa dalla presidente dell’Intergruppo Parlamentare per l'Economia del Mare, senatrice Simona Petrucci. Il percorso seguito dagli studiosi impegnati mira ha porre «le basi per la costituzione dell'Osservatorio Nazionale Underwater, con l’obiettivo di dotare il Paese di uno strumento permanente di analisi, monitoraggio e conoscenza di un ecosistema industriale strategico per l'Italia». E proprio per questa massiccia la presenza istituzionale: al messaggio di saluto del presidente del Senato, Ignazio La Russa sono seguiti interventi del ministro per la Protezione Civile e le Politiche del Mare Nello Musumeci, il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, il ministro della Difesa, Guido Crosetto, il presidente di Assonautica Italiana Giovanni Acampora, il presidente di Unioncamere Andrea Prete, il Sotto Capo di Stato Maggiore della Marina Militare e presidente del Comitato di Direzione Strategica del PNS, ammiraglio di Squadra Fabio Gregori, la presidente della Fondazione Polo Nazionale della Subacquea Roberta Pinotti.
I numeri
«Partendo da una platea di circa 1.700 imprese potenzialmente riconducibili alla dimensione subacquea, individuate attraverso una prima riclassificazione dei prodotti e una ricerca massiva supportata da strumenti di intelligenza artificiale, il lavoro di verifica automatica e manuale ha consentito di censire 189 imprese italiane effettivamente operanti nell'Underwater Economy». E più nel dettaglio. Le 189 imprese censite occupano complessivamente 63.458 addetti, pari allo 0,34% dell'occupazione nazionale, generano 30,5 miliardi di euro di fatturato, pari allo 0,72% del totale nazionale e producono 7,3 miliardi di euro di valore aggiunto, equivalenti allo 0,68% dell’economia italiana. Il rapporto, in particolare, ha messo anche in evidenza, il valore dei prodotti e sistemi riconducibili alla dimensione subacquea è passato in meno di dieci anni da 1,1 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con una crescita del 216%. «L’analisi si è basata su una riflessione dei principali ambiti di attività e delle tecnologie underwater e ha interessato attualmente i seguenti assi di sviluppo: Difesa e sicurezza (sorveglianza subacquea, dispositivi warfare e contromisure, protezione di cavi e condutture strategiche, mezzi autonomi e semi-autonomi): Energia offshore (istallazione, monitoraggio e manutenzione di piattaforme oil & gas, Impianti eolici offshore); Telecomunicazioni e infrastrutture critiche (posa, manutenzione e monitoraggio di cavi sottomarini); Ricerca scientifica e ambientale (oceanografia, monitoraggio climatico, biodiversità̀ marina, mappatura dei fondali); Deep sea mining (estrazione di terre rare, noduli polimetallici)». Il Rapporto evidenzia inoltre il ruolo crescente delle tecnologie strategiche e dell'innovazione. Le imprese censite detengono complessivamente 12.659 brevetti, dei quali 2.840 riconducibili alle tecnologie Step, tra Deep Tech e Net-Zero Technologies, con Lombardia e Lazio che concentrano oltre il 91% dell'intero patrimonio brevettuale strategico. In questo ambito, come hanno sottolineato i ministri Musumeci e Urso, l’Italia è il primo Paese europeo a dotarsi di norme specifiche e Fincantieri è l’impresa pubblica che sta investendo moltissime in nuove tecnologie e acquisendo anche aziende specifiche specializzate nell’Underwater.