Ecco perché tutti possono ascoltare i Ratti Matti  - L'Unione Sarda.it

Il progetto.

31 luglio 2026 alle 01:03

Alcune band nascono per intrattenere, altre a un certo punto della loro storia decidono di trasformare un concerto in qualcosa di più grande. È il caso dei Ratti Matti, la formazione sarda che da più di 20 anni anima piazze e festival dell’Isola e che quest’estate porta i propri concerti all’aperto anche alle persone sorde, con sottotitolazione simultanea e trasmissione audio diretta agli apparecchi acustici. Il progetto porta il nome di “Feeling Sounds 2.0”, firmato da onA.I.R. – Associazione Internazionale di Respeaking, attiva da oltre 14 anni nell’accessibilità per le persone sorde – finanziato dal Pio Istituto dei Sordi di Milano, e a trovato nei Ratti Matti la band con cui sperimentare.

Dieci elementi, molti provenienti dal mondo del teatro lirico, insegnanti di musica, musicisti con anni di esperienza in conservatori e orchestre. Un curriculum di alto livello che si traduce in spettacoli dal vivo coinvolgenti, ricchi di ironia e costruiti sull’interazione con il pubblico. «La nostra band ha molto a cuore il tema dell’inclusione», racconta Stefano Floris, la metà di Floris e Nu, amatissimi protagonisti di Videolina, e voce del gruppo. «Tutto è partito lo scorso anno con due concerti a San Teodoro e Torregrande, dove abbiamo testato per la prima volta il sistema di sottotitolazione e trasmissione audio dedicato alle persone sorde. È stato molto emozionante: Argentina Cirillo, traduttrice musicale e performer LIS sorda, come fa da anni per il Festival di Sanremo, ha accompagnato i brani con la Lingua dei Segni Italiana».

Da quella prova, nasce la decisione di allargare il progetto e quest’estate gli appuntamenti diventano tre: oggi a Cabras, l’11 agosto a San Gavino e il 15 agosto a Tortolì, a ingresso libero. «Il meccanismo», spiega Floris, «è semplice ma rivoluzionario. Durante il nostro concerto, una ragazza manda sul grande schermo la sottotitolazione simultanea e in più invia la musica dentro gli apparati cocleari delle persone sorde. Che, finalmente, possono godersi la musica in piazza, non perdendosi né una nota né una sola parola di quello che diciamo sul palco, testi delle canzoni inclusi». Dietro questo lavoro c’è Francesca Marchionne, esperta di accessibilità, che cura in tempo reale la proiezione dei sottotitoli. Una tecnologia finora sperimentata in Italia solo nei teatri, ma mai prima d’ora applicata a un concerto in piazza.

Con “Feeling Sounds 2.0”, onA.I.R. punta a portare nella musica dal vivo lo stesso approccio già sperimentato in altri ambiti dell’accessibilità culturale, coinvolgendo associazioni, comitati e gestori di locali, per dimostrare che rendere un evento accessibile non è un costo, ma un valore adottabile in modo stabile. «A pensarci fa un po’ strano essere la prima band a offrire un’esperienza del genere», conclude Floris, «ma questo ci rende anche molto orgogliosi perché questa sfida, per noi, allarga il significato della parola “pubblico”. Non più soltanto chi ascolta, ma chi, per la prima volta, può davvero prendere parte a tutto quello che accade sul palco, in piazza, sotto le s telle della nostra estate sarda».

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