Due anni senza Totò Schillaci: "Quanto ci manca nostro fratello, si faccia presto per il campo al Cep"
Due anni senza Totò Schillaci. L'esplosione pubblica di emozioni delle prime settimane dopo la morte dell'eroe di Italia ‘90 sembra essersi sopita. Ma nella memoria collettiva sono sempre impresse le Notti magiche e il numero 19 in maglia azzurra dagli occhi indimenticabili visibili ancora su qualche filmato che ogni tanto passa in tv o da mettere in play su YouTube. C’è ancora da lavorare invece sul piano della memoria e del doveroso omaggio al campione: finora le uniche tracce sono i murales disegnati al Cep e a Passo di Rigano. Per l'intitolazione della piazzetta vicino a viale del Fante, annunciata dal Comune, mancano pochi dettagli, mentre sono iniziati nella scorsa primavera e si sono subito interrotti i lavori per il campo che la Regione dovrebbe far realizzare nello spazio che si trova proprio sotto al ritratto del campione, tra via Calandrucci e via Paladini.
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“Abbiamo piena fiducia nell'operato delle istituzioni e non è assolutamente mia intenzione fare polemica. Sappiamo che il Comune è quasi pronto per l'intitolazione della strada. Mi piacerebbe anche che si facesse presto per il campetto che i ragazzini del Cep aspettano da tempo”, è il timido appello di Giovanni Schillaci, il più piccolo dei fratelli.
Il ricordo di Totò resta vivo naturalmente e costantemente tra i suoi familiari: oltre a Giovanni, anche l'altro fratello Giuseppe, la sorella Rosalia, il padre Domenico. “A prescindere dal calciatore che è stato, a noi fratelli, al papà e ai suoi figli manca tantissimo la persona. Quando mettiamo piede ai campi Ribolla, c'è sempre la tristezza di non poter più abbracciarlo", dicono.
“Manca tutto di lui, dalla sua presenza alle sue battute ironiche, dai suoi consigli ai suoi modi pacati di affontare ciò che stava attraversando. Ha dato anche a noi familiari più stretti la speranza di crederci quando dovevamo essere noi ad incoraggiarlo ad avere fiducia e fede che tutto si risolvesse”, prosegue Giovanni.
Insomma, tutti conoscono l'escalation mainstream del ragazzo del Cep: dall'Amat alle Notti Magiche, passando per la Juventus, le partecipazioni cult all'Isola dei Famosi e a Pechino Express. Pochi però possono permettersi il lusso di aver vissuto in prima persona Totò. “Ancora oggi vengono persone e mi dicono: ‘Ho avuto il piacere di conoscere tuo fratello. Davvero una brava persona, umile e disponibile sempre’. E questo ci rende fieri di ciò che era e ciò che ha lasciato”, chiude Giovanni.