Dramma della solitudine a Castellammare: Salvatore ritrova la sorella dopo anni grazie all'intervento dei servizi sociali
Salvatore non ha meno di 50 anni ma il suo volto ne dimostra molti di più, barba lunga incolta, viso scavato dalla sofferenza e dall’incuria. Da qualche tempo si era lasciato andare, nella sua abitazione non c’era più luce, acqua, nessuna pulizia. Viveva tra il suo terreno che un tempo coltivava e la sua abitazione, abbandonato a se stesso, isolato dal resto del mondo.
Siamo in via Schito a Castellammare, l’uomo era seguito a vista dai vicini che in questi anni hanno provato più volte ad aiutarlo, a farlo uscire da questo degrado. Poi è arrivata la svolta, il dialogo di agenti della polizia municipale che sono riuscita ad aprire un squarcio nel velo di solitudine in cui si era rifugiato. L’intervento è scattato a seguito della segnalazione del Pronto Intervento Sociale (P.I.S.), che ha richiesto il supporto della Polizia Locale per verificare le condizioni della persona e individuare una possibile soluzione. Giunti sul posto, gli agenti hanno raccolto informazioni dai vicini, accertando la presenza dell’uomo all’interno dell’abitazione. Nonostante i ripetuti tentativi di richiamare la sua attenzione, inizialmente non è stato possibile instaurare un contatto diretto. Considerata la situazione, le operatrici del P.I.S. hanno richiesto l’intervento dei Vigili del Fuoco, che, dopo aver raggiunto l’immobile, sono riusciti ad accedervi attraverso una finestra e ad aprire la porta d’ingresso. Nel frattempo, è stato allertato anche il personale sanitario del 118, che ha sottoposto l’uomo a una valutazione, riscontrando buone condizioni fisiche. Nel corso dell’intervento è stata inoltre contattata la sorella dell’uomo, che ha raggiunto il posto. La donna ha riferito di non avere rapporti con il fratello da diversi anni, manifestando tuttavia il desiderio di aiutarlo e le difficoltà incontrate nel farlo.
Le operatrici dei Servizi Sociali hanno proposto all’uomo di lasciare temporaneamente l’abitazione e di trascorrere la notte presso la sorella. Una proposta inizialmente respinta con fermezza. È stato proprio in questo momento che il lavoro della Polizia Locale ha assunto un ruolo determinante. Attraverso il dialogo, la pazienza e un approccio improntato all’ascolto, gli agenti sono riusciti progressivamente a conquistare la fiducia dell’uomo, convincendolo infine ad accettare l’aiuto offerto e a lasciare l’abitazione. Un intervento che dimostra come il lavoro della Polizia Locale non si esaurisca nell’attività di controllo del territorio, ma possa tradursi anche in ascolto, mediazione e vicinanza concreta alle persone più fragili. Ora Salvatore ha ritrovato la sorella dalla quale si era allontanato anni fa.