Dovevano essere sempre meno, invece no: verso una nuova proroga per i medici gettonisti
C'è all'orizzonte una nuova proroga fino al 30 giugno 2027 della possibilità di ricorrere ai cosiddetti "medici gettonisti" nell'ambito dei pronto soccorso degli ospedali. Lo prevede la bozza di decreto legge che sarà esaminata oggi, 4 agosto, dal Consiglio dei ministri. Le "aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale fino al 30 giugno 2027 - si legge - possono affidare a terzi per non più di dodici mesi i servizi di emergenza-urgenza anche in più occasioni e con possibilità di proroga, comunque non oltre il predetto termine nel rispetto delle condizioni e delle linee guida contenute nel decreto del ministro della Salute".
Chi sono i gettonisti
I gettonisti sono liberi professionisti esterni pagati a turno (o a "gettone"), tramite cooperative, per coprire la carenza di personale nei reparti pubblici come i pronto soccorso. Parliamo di medici, ma anche infermieri. Guadagnano cifre orarie superiori rispetto ai pari grado dipendenti. Questo sistema è di fatto costoso per lo Stato, ma viene usato per superare i limiti di spesa delle assunzioni fisse. Avendo le assunzioni bloccate, i nosocomi usano i fondi per i servizi esterni.
La proroga per l'impiego dei medici gettonisti nei reparti di emergenza-urgenza sarebbe stata sollecitata dalle Regioni, in primo luogo quelle in maggiore difficoltà per la carenza di personale medico. Si attende però la posizione del ministero della Salute, con il ministro Orazio Schillaci che si è più volte espresso contro questa soluzione.
La legge sui gettonisti oggi
La legge attualmente prevede lo stop definitivo all'ingaggio di nuovo personale sanitario tramite cooperative esterne, con il divieto totale scattato il 31 luglio 2025. Però è stata concessa un'unica estensione temporale in deroga (fino a un massimo di 12 mesi) per i reparti in forte affanno. Tale deroga è dunque scaduta il 31 luglio 2026. La legge Schillaci prevede che le Asl e gli ospedali pubblici non possano più stipulare contratti di appalto con le cooperative di medici a gettone. I contratti già in essere alla scadenza dovranno essere rispettati esclusivamente fino alla loro naturale conclusione. Il ministero ha anche disposto verifiche a tappeto da parte dei carabinieri del Nas (nuclei antisofisticazioni) per monitorare l'effettiva cessazione dei contratti di esternalizzazione.
I gettonisti da soluzione di emergenza a normalità
Un recente rapporto dell'Autorità anticorruzione (Anac) ha evidenziato che nel periodo 2024-2025 il fenomeno dei cosiddetti gettonisti è diventato la normalità per garantire la continuità delle prestazioni negli ospedali. "Peraltro - si legge - nel 2025 il ricorso ai gettonisti da parte delle aziende e gli enti del sistema sanitario anziché diminuire è aumentato rispetto al 2024, con una domanda da 568 milioni di euro, in crescita nel complesso del +15% rispetto ai 496 milioni dell'anno precedente (e del +36% in termini di numerosità delle procedure, passate da 187 a 255), trainata principalmente dagli affidamenti per i 'medici a gettone' nonostante una controtendenza per gli 'infermieri a gettone'".
Il report sottolinea anche una distribuzione non omogena a livello geografico: il fenomeno dei gettonisti nel biennio 2024-2025 ha interessato maggiormente l’area del Nord Italia, con il 54% del numero di procedure, seguita dall'area meridionale e insulare (29%) e dal Centro (17%). Secondo l'Anac anche nel primo trimestre del 2026 è stata rilevata "una persistente domanda del sistema sanitario per l'approvvigionamento di gettonisti. Si osserva una temporanea contrazione della domanda, ma appare prematuro affermare che si delinei un’inversione di tendenza consolidata, anche alla luce delle persistenti criticità strutturali connesse alla carenza di personale sanitario e alle difficoltà di reclutamento tramite concorso pubblico".