Dopo la morte di Anna Rosa circola un video che vuole scagionare Wakefield sull'autismo e i vaccini
Dopo la morte di Anna Rosa Bartolotta, la bambina di quattro anni deceduta a Palermo per difterite perché i genitori avevano scelto di non vaccinarla, sui social è tornato a circolare un video diffuso dal canale Byoblu, con la voce di Massimo Mazzucco, che sostiene di rivelare «la vera storia» del caso Wakefield. La tesi del video vede Andrew Wakefield, il medico britannico radiato per aver pubblicato uno studio falso sul presunto legame tra vaccini e autismo, come una vittima e come un perseguitato dalle case farmaceutiche. Si tratta di una ricostruzione fuorviante.
La morte di Anna Rosa e il ritorno della disinformazione
I genitori di Anna Rosa, residenti nel quartiere Zen di Palermo, avevano deciso di non vaccinare la figlia perché convinti che le vaccinazioni avessero causato l’autismo di un parente. Il cuginetto della bambina, dello stesso età ma regolarmente vaccinato, ha contratto la difterite senza sviluppare sintomi gravi. Anna Rosa invece non ce l’ha fatta e i genitori sono indagati per omicidio colposo. La paura che ha spinto quella famiglia a non vaccinare la figlia ha radici in una storia vecchia di quasi trent’anni, ovvero in uno studio scientifico poi dimostrato essere una frode, e in una rete di disinformazione che continua a diffonderlo come se fosse ancora valido.
Chi era Wakefield e cosa sostiene il video
Nel 1998 il medico britannico Andrew Wakefield pubblicò sulla rivista scientifica The Lancet uno studio su dodici bambini in cui ipotizzava un possibile collegamento tra il vaccino trivalente per morbillo, parotite e rosolia e l’autismo. Lo studio aveva una base campionaria irrisoria, con appena dodici casi, e non dimostrava alcun nesso causale. Durante la conferenza stampa organizzata in parallelo alla pubblicazione, in cui Wakefield consigliò ai genitori di evitare il vaccino trivalente, scatenò un panico immediato nel Regno Unito con un calo significativo delle vaccinazioni.

Il video, con la voce di Massimo Mazzucco, sostiene che Wakefield sia una vittima di una persecuzione orchestrata dall’industria farmaceutica, che lo studio fosse scientificamente valido e che la sentenza del tribunale medico britannico che lo ha radiato sia stata di fatto «ribaltata» da un successivo ricorso.
Lo studio era una frode: lo dicono The Lancet e il tribunale medico
Nel 2004, grazie a un’inchiesta del giornalista investigativo Brian Deer pubblicata dal Sunday Times, emersero le prime gravi irregolarità. Deer scoprì che Wakefield aveva ricevuto oltre 400.000 sterline da uno studio legale che stava preparando cause contro i produttori di vaccini, un conflitto di interessi mai dichiarato alla rivista, e che aveva sottoposto alcuni bambini a procedure invasive non necessarie, come colonoscopie e punture lombari, senza le approvazioni etiche richieste. Inoltre, i dati clinici dei bambini erano stati alterati per far apparire una correlazione che le cartelle originali non mostravano.
Di fronte a queste rivelazioni, dieci dei dodici co-autori dello studio ritirarono la propria firma. The Lancet ritrattò parzialmente il paper nel 2004 e lo ritirò in modo definitivo nel febbraio 2010. Il direttore della rivista, Richard Horton, dichiarò che le affermazioni contenute nel paper erano «utterly false», ovvero «del tutto false», e che la rivista era stata ingannata.
Nel maggio 2010 il General Medical Council britannico, al termine della più lunga indagine, condannò Wakefield per gravi violazioni della condotta professionale, incluse quattro imputazioni specifiche di disonestà, e lo radiò dall’ordine dei medici. Nel 2011 il British Medical Journal definì il lavoro di Wakefield una «frode elaborata».
Il video di Byoblu presenta il ritiro dello studio come motivato da ragioni politiche, e cita una prima dichiarazione del direttore Horton del 2004 in cui sembrava difendere i dati clinici di base. Questa dichiarazione risale a prima che l’inchiesta del GMC fosse completata, mentre la dichiarazione definitiva di Horton, quella del 2010, risulta chiara e non viene menzionata nel video.
La sentenza del 2012 su Walker-Smith non scagionò Wakefield
Uno degli argomenti centrali del video riguarda il ricorso presentato nel 2012 dal professor John Walker-Smith, il co-autore dello studio, contro la sentenza del GMC. Il giudice Mitting dell’Alta Corte britannica annullò la condanna di Walker-Smith, rilevando che il panel disciplinare aveva ragionato in modo «inadeguato e superficiale» e aveva tratto in alcuni casi conclusioni errate.
Il video di Byoblu presenta questo come la prova che le accuse contro Wakefield fossero infondate, ma non è così. Il giudice Mitting non stabilì che le azioni di Walker-Smith fossero state corrette o etiche, pronunciandosi soltanto sul processo decisionale del panel del GMC, che aveva gestito male la distinzione tra ricerca clinica e pratica medica ordinaria. Le accuse specifiche a carico di Wakefield, come la disonestà, i conflitti di interesse non dichiarati e alterazione dei dati non erano oggetto di quel ricorso.
Il collegamento tra vaccini e autismo non esiste: lo dicono milioni di bambini studiati
Dopo la pubblicazione dello studio di Wakefield, decine di ricerche indipendenti hanno esaminato il possibile collegamento tra vaccini e autismo. Una meta-analisi pubblicata sulla rivista Vaccine nel 2014 ha analizzato i dati di oltre 1,2 milioni di bambini provenienti da cinque grandi studi e non ha trovato alcuna associazione.
La Cochrane Collaboration, il massimo organismo internazionale di revisione delle evidenze scientifiche, è arrivata alle stesse conclusioni. Come abbiamo spiegato in questo fact-check e in questo approfondimento sugli studi invocati dai No vax, ogni tentativo di dimostrare scientificamente quel collegamento si è rivelato basato su metodologie difettose o su dati manipolati.
L’Istituto Superiore di Sanità ha ribadito, anche in seguito alla morte di Anna Rosa, che non esiste alcuna correlazione tra vaccinazioni e sviluppo dell’autismo, confermata da una revisione OMS del 2025 su 57 studi.
Wakefield è il punto di riferimento del movimento No vax
Wakefield ha continuato a girare il mondo come figura di riferimento del movimento No vax. Nel 2016 ha diretto Vaxxed, un documentario che ripropone le sue tesi e che è stato ritirato dal Tribeca Film Festival dopo le proteste della comunità scientifica. Abbiamo già analizzato le tesi di Vaxxed in un fact-check dedicato. Nel 2025, la McCullough Foundation aveva pubblicato senza peer review un nuovo studio, firmato anche da Wakefield, che tornava a sostenere l’infondato collegamento. In Italia Wakefield è stato ospitato nel 2016 al Senato, come abbiamo documentato.
Robert Kennedy Jr., diventato segretario alla Salute degli Stati Uniti nell’amministrazione Trump, continua a riproporre le sue tesi, come abbiamo verificato in questo fact-check su Kennedy e lo studio di Wakefield.
Conclusioni
Il video che cerca di scagionare Wakefield risulta fuorviante. Di fatto, seleziona fonti come la sentenza del 2012 su Walker-Smith e alcune dichiarazioni del 2004 del direttore di The Lancet, usandole fuori contesto per costruire una narrazione di riabilitazione nei confronti del medico radiato. Di fatto, lo studio di Wakefield era una frode documentata e The Lancet lo ha ritirato definitivamente.
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