Tottenham, esordio da incubo: De Zerbi già sotto pressione
Peggio era difficile immaginare. Il Tottenham di Roberto De Zerbi comincia la nuova Premier League con un pesantissimo 3-0 sul campo del Brentford, ma a rendere ancora più rumoroso il tonfo sono soprattutto le aspettative create durante l’estate. Gli Spurs hanno investito 237 milioni di sterline sul mercato: finora, in tutta la Premier, solo il Chelsea ha speso di più. Sono arrivati Savinho, Tonali, Mateus Fernandes e Van Hecke, oltre ai parametri zero Senesi e Robertson. Dopo la salvezza risicata della scorsa stagione, la rivoluzione doveva cambiare volto alla squadra. Al debutto, invece, il Tottenham è sembrato tutto tranne che una squadra.
Il Brentford ha dominato fin dall’inizio. Lewis-Potter ha sbloccato la gara al 12′, Janelt ha raddoppiato al 33′. De Zerbi ha provato a intervenire già all’intervallo, inserendo Mateus Fernandes e Bentancur, ma dopo appena quattro minuti della ripresa Kayode ha segnato il 3-0. Poteva andare persino peggio: Igor Thiago ha colpito il palo su rigore. In campo c’erano già diversi volti nuovi, da Tonali a Robertson, Senesi e Van Hecke, ma gli Spurs sono apparsi disuniti, fragili nei duelli e incapaci di reagire. E dagli spalti è arrivato anche lo sfottò dei tifosi del Brentford: “Thomas Frank ti sta ridendo dietro”, riferimento al predecessore di De Zerbi al Tottenham.
Il tecnico italiano, già inevitabilmente finito sotto pressione dopo un debutto così lontano dalle attese, non ha cercato alibi: “Mi dispiace per la sconfitta. Non abbiamo giocato bene. Abbiamo giocato molto male. Non siamo ancora una squadra per molte ragioni. Non siamo nelle condizioni fisiche adeguate, ma queste non sono scuse, è una situazione normale quando si costruisce un nuovo progetto”. Poi l’ammissione: “Fa parte del nostro viaggio. Sì, sono sorpreso e soffro per questa sconfitta. Me lo aspettavo sicuramente. Non mi aspettavo questo risultato, ma sapevo i problemi che avremmo trovato”.
È proprio quel “non siamo ancora una squadra” a fotografare il paradosso del Tottenham: una rosa profondamente rinnovata e costosissima che, almeno per ora, non ha ancora trovato un’identità. De Zerbi chiede tempo: “Stiamo cercando di costruire qualcosa di buono. Ci sono dei passi per migliorare. Ora, l’obiettivo è diventare una squadra. Diventi una squadra quando i giocatori trovano una connessione, lo spirito e l’anima”. Dopo 237 milioni di sterline, però, l’attesa intorno agli Spurs è enorme. E il 3-0 di Brentford ha già acceso le prime polemiche.