Donna aggredita nel parcheggio del centro commerciale: un agente penitenziario vede la scena e la salva
ABANO (PADOVA) - Ha assistito ad un litigio verbale che poteva degenerare rapidamente. L’uomo assumeva un atteggiamento sempre più aggressivo e minaccioso nei confronti di una donna: ha deciso quindi di intervenire, pur essendo libero dal servizio. È accaduto sabato scorso nel centro commerciale Aponense, dove un agente della polizia penitenziaria ha contribuito ad evitare che una situazione di forte tensione potesse sfociare in conseguenze più gravi, allertando immediatamente i carabinieri e gestendo la fase di emergenza fino al loro arrivo.
Donna aggredita, la salva un poliziotto
Mentre si dirigeva verso il parcheggio, l’agente ha visto un uomo ed una donna discutere animatamente. Nel corso della lite, l'uomo aveva iniziato ad avvicinarsi alla donna con atteggiamento aggressivo, riducendo progressivamente la distanza tra i due volti e facendo temere un'imminente aggressione. Il poliziotto penitenziario ha deciso quindi di intervenire prima che la situazione degenerasse, e contestualmente ha chiamato i carabinieri. I militari, sopraggiunti in pochi minuti, anche con il supporto dell’agente penitenziario, hanno riportato la calma e separato la coppia. Nessuno ha avuto bisogno dell’intervento dei sanitari. La donna, visibilmente scossa e in stato di agitazione, è stata accompagnata personalmente dall'agente fino alla propria autovettura e quindi assistita nel rientro alla sua abitazione di Gazzo.
I commenti
«Ancora una volta un appartenente alla polizia penitenziaria dimostra che il senso del dovere non si interrompe quando termina il turno di servizio - sottolinea Giovanni Vona, segretario nazionale Sappe per il Triveneto - il collega ha riconosciuto una situazione potenzialmente pericolosa, è intervenuto con equilibrio, ha chiesto tempestivamente il supporto delle altre forze dell'ordine e ha contribuito concretamente ad evitare che una lite potesse trasformarsi in qualcosa di molto più grave. È un esempio significativo di professionalità, sangue freddo e attenzione verso le persone. Quello che è accaduto ad Abano Terme racconta un volto della polizia penitenziaria che troppo spesso non viene adeguatamente conosciuto e valorizzato. I nostri appartenenti sono professionisti della sicurezza e, anche quando sono fuori servizio, conservano quella capacità di osservazione, intervento e gestione delle situazioni critiche che deriva dalla loro esperienza quotidiana. È una risorsa per l'intera collettività».
Sull’episodio è intervenuto anche il segretario nazionale Sappe, Donato Capece: «Esprimo il più vivo apprezzamento per il comportamento del collega. Ha dimostrato quanto sia riduttivo continuare a considerare la polizia penitenziaria esclusivamente come la forza di polizia che opera all'interno delle carceri». «I baschi azzurri sono donne e uomini dello Stato, formati per affrontare situazioni complesse, prevenire conflitti, tutelare le persone e garantire sicurezza. E queste competenze, insieme al senso civico e al dovere istituzionale, accompagnano i nostri colleghi anche quando sono liberi dal servizio». All’agente penitenziario arriva anche il plauso del Governo. «Il mio ringraziamento h detto il sottosegretario alla giustizia, Andrea Ostellari - all’agente di polizia penitenziaria che, pur essendo libero dal servizio, è intervenuto durante una lite che rischiava di degenerare».