Domenico, sulla falsa cartella: le accuse al chirurgo Oppido, «Fu ostinato e spregiudicato»
Hanno agito con la coscienza e la volontà di confezionare un documento che non rappresentava conformemente alla realtà gli avvenimenti accaduti nella sala operatoria. E lo hanno fatto per sfuggire ad eventuali accuse che sarebbero state vibrate in relazione a quanto accaduto quel giorno al Monaldi.
Domenico Caliendo, l'avvocato Petruzzi: «Non c'è altra ricostruzione oltre la nostra»
Le motivazioni
È uno dei passaggi più amari della ordinanza del Riesame, per bocciare la richiesta di revoca della sospensione di un anno disposta mesi fa dal gip per il cardiochirurgo Guido Oppido. Parliamo del caso di Domenico Caliendo, il piccolo paziente al quale è stato trapiantato un cuore danneggiato nel corso del trasporto da Bolzano dallo sciagurato uso di ghiaccio sintetico. Ipotesi falso in cartella clinica, dopo l’intervento di espianto trapianto del 23 dicembre scorso. Una rappresentazione non vera - secondo i giudici - in relazione a un punto in particolare: evitare di incorrere nell’accusa di aver anticipato l’espianto del cuore nativo, prima di visionare il cuore in arrivo da Bolzano. Scrivono i giudici: Oppido, «quand’anche dovesse aver agito allo scopo di sottrarsi a responsabilità che non riteneva di avere e ad accuse che non pensava di meritare, non poteva tuttavia ignorare che la falsa rappresentazione dei fatti, oltre a ingannare chi ne avesse successivamente valutato l’operato, avrebbe nascosto la verità anche ai familiari del bambino, privandoli del loro diritto alla compiuta conoscenza dei fatti». Ottava sezione del Riesame (presidente Antonio Pepe, a latere Ferri e Cortucci), accolte le conclusioni del pm Giuseppe Tittaferrante e dell’aggiunto Antonio Ricci, al termine del lavoro investigativo dei carabinieri del Nas del comandante Alessandro Cisternino. In sintesi, per Oppido viene confermata la sospensione a 12 mesi, mentre per la sua vice - la seconda operatrice Emma Bergonzoni - viene annullata la sospensione a sette mesi rimediata la scorsa estate. Difesa dal docente Vincenzo Maiello ed Emanuele Raimondo, Bergonzoni può dunque tornare ad operare. Ma torniamo al focus su Oppido. Difeso dai penalisti Vittorio Manes e Alfredo Sorge, Oppido sostiene di aver agito in modo corretto e di non aver realizzato forzature nella ricostruzione della cartella clinica. Alla luce di video e testimonianze, il Riesame dà torto al cardiochirurgo e ragione ai pm: Oppido si sarebbe dimostrato «spregiudicato e ostinato» nel sostenere la contestualità tra l’arrivo del cuore donato in sala operatoria e l’inizio dell’espianto del cuore nativo, per non incorrere in una eventuale accusa di aver anticipato l’operazione. Un punto controverso perché Oppido ha sempre sostenuto di aver avuto l’ok dalla collega giunta da Bolzano, in assenza di allarmi lanciati in sala operatoria.
La reazione
Dopo aver letto le motivazioni del Riesame, interviene l’avvocato Francesco Petruzzi, che assiste i genitori del piccolo: «La ricostruzione del Riesame è identica alla nostra, un’altra non ce n’è. Gli orari - spiega - sono quelli scritti in cartella fin dal primo giorno. Circolazione extracorporea alle 14:02. Aorta clampata alle 14:18. L’équipe con il nuovo cuore entra in ospedale alle 14:23 e il contenitore arriva in sala alle 14:26. Viene aperto quando il torace di Domenico è già vuoto. Per mesi si è tentato di spostare quelle lancette: le cartelle sarebbero state inattendibili, gli orari approssimativi, il cuore avrebbe pulsato “troppo a lungo”. Ipotesi alternative, consulenze, ricostruzioni di parte. Il Tribunale le ha esaminate tutte e le ha respinte tutte».