Dolly Parton, è morta a 80 anni la leggenda del country. Sua “Jolene” e “I will always love you”

La leggendaria cantautrice e icona della musica country Dolly Parton è morta all'età di 80 anni. Suo nipote, Brian Seaver, ha dato la notizia in un video pubblicato su Instagram. Icona che meglio di chiunque altro ha unito ironia, musica e libertà ha trasformato un’infanzia di miseria sui monti Appalachi in un percorso di crescita artistica e spirituale diventando un’imprenditrice di grande successo. Con brani come Jolene, 9 to 5, Here You Come Again e Coat of Many Colors, autobiografico e commovente racconto d'infanzia, la sua voce ha attraversato le generazioni e ispirato decine di artisti di ogni genere. Vincitrice di 10 Grammy e dell’Oscar umanitario Jean Hersholt che le è stato assegnato quest’anno.

"È con grande tristezza che annuncio la scomparsa di Dolly Parton, una delle più grandi cantanti country - e non solo - di tutti i tempi. È una vera perdita per milioni di persone. Non c'è mai stata e mai ci sarà un'altra come lei" ha scritto il presidente Trump su Truth. "In suo onore, farò abbassare a mezz'asta la bandiera americana in tutti gli Stati Uniti per una settimana, a partire da stasera alle 18:00. Riposa in pace, Dolly! Il mondo ti vuole bene".

(afp)

Una vita dedicata alla musica country, al cinema, alla sua comunità e alla famiglia. Pochi giorni fa, parlando del museo che aprirà prossimamente a Nashville, aveva detto: “Ho ancora così tante cose che voglio realizzare”. Considerata una delle migliori cantanti di sempre, ha scritto più di 3.000 canzoni e venduto oltre 100 milioni di dischi in tutto il mondo, girato anche diversi film tra cui Dalle 9 alle 5 orario continuato e Fuori d’acciaio. Nota per la sua attività filantropica; la fondazione Dollywood, da lei creata e diretta, che si occupa principalmente dell'alfabetizzazione dei bambini.

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Nata in una cittadina di campagna del Tennessee orientale, ai piedi delle Smoky Mountains, come quarta di dodici fratelli, molti dei quali fecero carriera come artisti, Dolly Rebecca Parton era nipote di un predicatore, la mamma, Avie Lee, le insegnava i canti tradizionali e il papà, Robert Lee, lavorava duramente per sfamare quella famiglia numerosa. La prima carriera di Dolly avenne nei banchi della chiesa dove lei andava ogni domenica con la sua famiglia, ma lo spirito libertario ed esplosivo della giovane Dolly prevalsero quasi subito. Raccontava che era attratta dalla donna che nel suo paese era considerata “una poco di buono” e avrebbe voluto vestirsi come lei. “Era appariscente. Portava rossetto rosso acceso e lunghe unghie rosse" aveva raccontato "Indossava scarpe con i tacchi alti – che avevano dei pesciolini rossi di plastica che fluttuavano all'interno del tacco – gonne corte e top scollati; io la trovavo bellissima".

Prima di compiere dieci anni aveva già cantato in programmi radiofonici e televisivi locali, a tredici anni incise alcuni brani per la Goldband Records, una piccola etichetta discografica della Louisiana, e si esibì nel programma radiofonico Grand Ole Opry di Nashville (per l'emittente radio WSM), occasione in cui conobbe il cantautore Johnny Cash, che ebbe un ruolo importante nell'incoraggiarla a proseguire la carriera musicale. Appena completati gli studi nel 1964, Parton si trasferì a Nashville in cerca di fortuna nel business della musica country e cominciò un viaggio durato più di sessant’anni.

Nel 1967 pubblica il suo primo album: Hello, I'm Dolly, un mix di autenticità e talento che conquista critica e pubblico. Nello stesso anno comincia un sodalizio fondamentale con Porter Wagoner, cantante country e conduttore televisivo, che la introduce nel suo programma e la affianca per sette anni. I due pubblicano numerosi album in duo, ma la vera svolta arriva quando Dolly sceglie di percorrere la strada da solista. La separazione artistica da Wagoner è narrata nella commovente I will always love you, ballata struggente del 1974, riportata al successo planetario nel 1992 dalla potente reinterpretazione di Whitney Houston diventata uno dei singoli più venduti di tutti i tempi grazie al film The boydguard.

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Nel 1980 arriva il debutto cinematografico con Dalle 9 alle 5 orario continuato, al fianco di Jane Fonda e Lily Tomlin. Il film è un successo, ma lo è ancor di più la canzone: 9 to 5, un inno al lavoro femminile, ancora oggi cantato nelle manifestazioni per i diritti e un invito alla sorellanza e alla solidarietà tra donne.

Nel 1986 inaugura Dollywood, un parco a tema nel Tennessee che unisce attrazioni, musica e cultura appalachiana. Oggi dà lavoro a circa 3.000 persone ed è uno dei parchi più visitati degli Stati Uniti. Accanto a questo, Dolly crea un vero impero dell'intrattenimento: teatri, programmi TV, una casa discografica (Dolly Records), produzioni per Netflix e una linea di cosmetici. Nel 1995 fonda l'Imagination Library, che oggi ha distribuito gratuitamente più di 200 milioni di libri per l'infanzia in tutto il mondo. Un gesto nato per onorare suo padre, analfabeta, che sognava di poter leggere. Durante la pandemia da Covid-19, Dolly donò un milione di dollari alla ricerca per il vaccino Moderna, contribuendo concretamente allo sviluppo scientifico.

Dolly è stata sposata per quasi 60 anni con Carl Dean, imprenditore schivo e lontano dai riflettori. Si sono conosciuti nel 1964 davanti a una lavanderia di Nashville. Si sono sposati nel 1966 e non si sono mai lasciati. La sua morte il 3 marzo 2025 all'età di 82 ha segnato profondamente l'artista, che aveva sempre descritto Dean come "l'amore tranquillo della mia vita". Non hanno avuto figli, ma Dolly amava dire: "Forse Dio aveva altri piani. Così ho potuto essere madre di tutti i bambini del mondo".