Dole, ora vietato sbagliare. Mestre è la prova del riscatto
Al Flaminio c’è Mestre e la Dole vuole il riscatto, perché due sconfitte consecutive mal si addicono a una contender per la promozione e perché le altre big cominciano a correre. I veneti, che formalmente non vestono i panni della squadra di alto bordo, ne hanno vinta una su tre proprio come Rimini e presentano alcune caratteristiche che possono dare fastidio a tutti. "Anche loro tirano tanto da tre e ne fanno un’arma importante come alcune squadre che abbiamo incontrato in precedenza", spiega Sandro Dell’Agnello. Quanto al numero di conclusioni dalla lunga distanza, infatti, Mestre è terza in A2 dietro a Fortitudo e Caserta. La percentuale non è scintillante (29.3), ma il talento di alcuni protagonisti impone di non abbassare la guardia. Varence, ad esempio, tira da fuori col 44% (7/16 fin qui) ed è un’ala forte di grande impatto. "Un tiratore che sa essere molto pericoloso – prosegue il capoallenatore biancorosso -. Occhio però a tutta la Gemini Mestre, una squadra giovane che gioca con grande energia e in maniera sbarazzina. Corrono bene per il campo e dovremo fare tanta attenzione al ritmo della partita. Vietato rallentare troppo e camminare, intendiamoci, me neanche fare avanti e indietro senza costrutto. Noi vogliamo comunque giocare una pallacanestro dinamica". Il pericolo pubblico numero uno dei mestrini, al di là dell’ottimo impatto di Varence, rimane KeShawn Curry, guardia che sa anche trattare bene la palla e che ha talento a sufficienza per crearsi il tiro da solo. In casa Rinascita la settimana di allenamenti è filata via senza troppi intoppi, con Cody Demps rientrato subito in gruppo dopo essere stato vicino alla moglie Stav che ha partorito la piccola Noemi. Rimini in campo vuole reagire dopo i due ko con Avellino e Fortitudo, ma per farlo ha bisogno di replicare per più tempo, nel corso della stessa partita, la sua migliore pallacanestro. "Dobbiamo avere un po’ più di continuità – sottolinea Dell’Agnello -. Magari con qualche canestro in più. Gli esterni? In un paio di partite le loro percentuali si sono abbassate, ma il nostro compito è sempre quello di metterli nelle condizioni migliori per tirare". Chi ha ben impressionato a Bologna, almeno in attacco, è stato Stephens. "Lo avremmo cercato volentieri un po’ di più anche nel secondo tempo – spiega il coach -, ma la difesa Fortitudo si è stretta in area viste le nostre percentuali e abbiamo per forza di cose virato su altro. Stephens rimane un lungo che può essere molto produttivo se servito in maniera dinamica".
Loriano Zannoni