Divieto di balneazione, pesca, sosta e persino di stendersi sull'arenile: l'ordinanza che ferma un tratto di Triscina

Tutto ciò che non si può fare

Dalle 8 di lunedì 31 agosto il mare davanti a Triscina resta chiuso. Con esso anche la spiaggia. La Capitaneria di porto di Mazara del Vallo ha firmato un’ordinanza che interdice lo specchio acqueo e l’arenile adiacente. Il tratto è quello compreso fra le traverse 87 e 95 della frazione balneare di Castelvetrano, in provincia di Trapani.

Il motivo è il ritrovamento di un ordigno bellico. A occuparsene saranno i palombari del Nucleo Sminamento della Marina Militare di stanza ad Augusta. Dovranno individuarlo, identificarlo, rimuoverlo e infine farlo brillare lontano dalla costa.

Dove scatta il divieto

L’area interessata è un tratto di mare antistante Triscina, con il relativo arenile. La delimitazione indicata nell’ordinanza corrisponde alla porzione compresa fra la traversa 87 e la traversa 95.

Chi conosce la frazione sa che le traverse sono il sistema con cui è organizzata l’intera località. Il riferimento numerico permette di individuare il tratto con precisione. Il divieto non riguarda, quindi, l’intero litorale di Triscina, ma un segmento definito.

L’interdizione non si ferma all’acqua. Comprende anche la spiaggia adiacente allo specchio d’acqua interessato.

Tutto ciò che non si può fare

L’elenco delle attività vietate all’interno dell’area è ampio e non lascia margini.

È fatto divieto di accesso, transito, navigazione, sosta, ancoraggio, balneazione e pesca. A questi si aggiunge il divieto di svolgere qualsiasi altra attività, sia in mare sia sull’arenile interessato.

Sono vietate anche tutte le attività subacquee, oltre a qualunque attività in superficie che possa interferire con le operazioni di bonifica.

Il perimetro dei divieti, insomma, comprende tanto chi va in barca quanto chi si limita a stendere l’asciugamano.

Chi viola il provvedimento risponde davanti all’autorità marittima.

I palombari del Nucleo di Augusta

A operare sarà il Nucleo Sdai della Marina Militare. La sigla sta per Sminamento difesa anti mezzi insidiosi. Il reparto ha sede ad Augusta, in provincia di Siracusa. È la struttura a cui in Sicilia vengono affidati gli interventi sugli ordigni residuati bellici rinvenuti in mare.

Il lavoro dei palombari si articola in più fasi. Prima la localizzazione dell’oggetto. Poi la sua identificazione. Quindi la rimozione. Solo dopo il trasferimento a debita distanza di sicurezza si procede al brillamento, in una località ritenuta idonea.

Ogni passaggio ha tempi che dipendono da quello che i sommozzatori trovano sul fondale. È il motivo per cui, in interventi di questo tipo, la durata dell’interdizione viene raramente fissata in anticipo con precisione.

È la ragione per cui l’interdizione riguarda un perimetro ampio e non il solo punto del ritrovamento. Durante le operazioni nessuna attività estranea può avvicinarsi all’area.

Quanto durerà l’interdizione

Il provvedimento vale a partire dalle ore 8 e prosegue fino al termine delle operazioni e alla bonifica dell’intera area. La riapertura, quindi, dipende dall’andamento del lavoro dei palombari e non da una data prestabilita.

Le date cadono negli ultimi giorni della stagione balneare, quando Triscina è ancora frequentata. Chi ha in programma di scendere in spiaggia in quel tratto lunedì o martedì farà bene a verificare prima l’estensione esatta del divieto.

Foto: ReportDifesa.