Diritto di restare in Calabria, Nesci: «Un emendamento per i giovani»

BRUXELLES Offrire ai giovani, soprattutto del Sud e della Calabria, la reale possibilità di costruirsi un futuro dove sono nati. Con questo obiettivo Denis Nesci, eurodeputato ECR e coordinatore della commissione per lo Sviluppo Regionale (REGI), ha presentato tra i suoi emendamenti alle nuove regole della Politica di Coesione europea una misura specifica per difendere le giovani generazioni ed in particolar modo i giovani calabresi.
L’emendamento punta a usare i fondi europei (FESR) per rilanciare tutti quei territori, in particolar modo nel Meridione e nelle province d’Itaia che si stanno svuotando, concentrando le risorse sui pilastri fondamentali dello sviluppo: lavoro e competitività delle imprese, infrastrutture, digitalizzazione, case a costi accessibili e potenziamento dei servizi essenziali come trasporti e sanità. Il testo prevede, inoltre, la possibilità di investire su ambiti mirati, che da un lato migliorino l’attrattività di quei territori e le potenzialità economiche, dall’altro diano sostegni specifici su misure che riguardano l’abitare, il diritto alla casa e politiche di sostegno alle famiglie.  La proposta si allinea alla linea della Commissione Europea e alla strategia “Right to stay” del Vicepresidente Raffaele Fitto: partire deve essere una scelta libera, mai un obbligo dovuto alla mancanza di opportunità. «È una battaglia di giustizia, soprattutto per i ragazzi del Sud e della Calabria», dichiara Denis Nesci. «Troppi giovani lasciano la propria terra solo perché non vedono alternative. Con questo testo vogliamo cambiare rotta e rendere realtà il diritto a rimanere: la nuova Politica di Coesione deve diventare lo strumento ideale per attrarre nuovi investimenti e dare risposte concrete ai territori, non dobbiamo trasformarla nell’ennesima occasione persa. L’Europa non può andare a due velocità: garantire il diritto a restare significa ridare risorse e futuro a luoghi che meritano di crescere e smettere di esportare classe dirigente, facendo così crescere sempre più i territori».

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