Digger, recensione: Tom Cruise nei panni di un magnate egocentrico in una satira potente e spietata | Spettacolo.eu

Digger - Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)
Digger - Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)

La nostra recensione di Digger, l’atteso ritorno del regista Alejandro González Iñárritu con protagonista Tom Cruise nelle vesti di un miliardario egocentrico e megalomane che con le sue azioni rischia di portare l’umanità all’estinzione. Una satira feroce che si sviluppa su diversi binari narrativi, che ci mette in guardia sui rischi dello sfruttamento incontrollato della natura e sull’ipocrisia della politica.

Si parla sempre più spesso dei gravi effetti che sta portando il cambiamento climatico, un problema sempre più evidente e avvertibile tra innalzamento delle temperature, scioglimento dei ghiacciai e fenomeni atmosferici devastanti. Una situazione che ci riguarda tutti e con cui anche il cinema sta facendo i conti, tanto da portare un autore come Alejandro González Iñárritu a mettere in scena una storia tanto grottesca quanto attuale come quella di Digger. Il film è una grottesca satira che ricorda Don’t Look Up di Adam Mckay per il tema trattato, distanziandosi da quest’ultimo sia per le scelte narrative che per l’approccio cinematografico del regista messicano.

Digger - Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)
Digger – Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)

L’umanità ha bisogno di Digger Rockwell (anche se non lo ammette)

La storia è ambientata in un ipotetico futuro in cui le risorse fossili sono sempre più scarse e gli Stati Uniti d’America continuano incessantemente la competizione con Cina e Russia per la supremazia economica. In questo contesto il magnate dei combustibili Digger Rockwell (Tom Cruise) sta portando avanti in maniera indiscriminata le trivellazioni in Antartide cercando metano e petrolio, incurante degli effetti disastrosi che le azioni della sua compagnia stanno compiendo tra i ghiacci. Il livello di noncuranza e negligenza è tale da causare un’esplosione di tale portata da far staccare un’enorme ghiacciaio che si dirige minaccioso verso l’Europa portando con sé un’enorme e inevitabile tsunami sulle sue coste.

L’imminente minaccia è motivo di preoccupazione per il presidente americano Compson (John Goodman), un maschilista e fervente cattolico circondato da lacchè come il suo nevrotico Vice (Michael Stuhlbarg) che scarica sul megalomane Digger tutta la colpa e gli ordina di rimediare alla catastrofe. Insieme allo scienziato e suo dipendente Ganesh (Riz Ahmed), consapevole dell’irresponsabilità del proprio capo, cerca in tutti modi di ridurre al minimo la fuga di notizie verso l’Europa dell’arrivo dell’iceberg, in un frenetico e inesorabile effetto domino che rischia di portare l’umanità all’estinzione.

Digger - John Goodman (foto Warner Bros. Pictures)
Digger – John Goodman (foto Warner Bros. Pictures)

Nel frattempo la sorellastra Emma (Sandra Hüller) cerca di avvertire il miliardario delle criticità nelle sue azioni, ma l’uomo è troppo preso da sé stesso, dalla necessità di mascherare i suoi errori e di accudire la propria gatta morente. Emblematica è la scena in cui parla alle Nazioni Unite e accusa i vari capi di stato di essere complici di quel disastro, dell’essere schiavi dei combustibili fossili e di come siano degli ipocriti ad accusarlo di essere la causa di quell’immane disastro.

Questo è un momento cardine del film che riassume perfettamente l’intento satirico e critico che il regista premio Oscar porta avanti, accusando le nazioni e i loro rappresentanti di essere causa del cambiamento climatico che sta affliggendo il nostro mondo. Un uomo orribile e avido come Digger Rockwell diventa il riflesso perfetto del capro espiatorio, colui a cui addossare tutte le colpe lavandosi le mani delle connivenze e accondiscendenze passate.

Quando servivano petrolio e metano lui lo forniva a tutti coloro che lo chiedevano, ma adesso che il genere umano rischia un disastro senza precedenti lo mettono all’angolo, ma lui forte del suo egocentrismo e delle risorse distribuite negli anni incassa le accuse e le rispedisce al mittente: sa che i politici hanno bisogno di lui, ma questi sono troppo codardi da ammetterlo.

Digger - Sandra Hüller, Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)
Digger – Sandra Hüller, Tom Cruise (foto Warner Bros. Pictures)

Una linea sottile tra realtà e finzione

La nuova opera di Iñárritu presenta delle caratteristiche visivamente potentissime, come la rappresentazione degli spazi aperti attraverso l’uso di modellini creati ad hoc, unita alla fotografia cupa e grigia del suo storico collaboratore Emmanuel Lubezki, che infonde un’aura spettrale sia negli ambienti che nei personaggi in scena. Questi ultimi risultano molto forti e in generale sopra le righe, soprattutto se guardiamo al cast maschile come l’interpretazione di Tom Cruise di un vecchio avido e senza alcuna morale, riuscendo a trasmettere perfettamente il suo delirio d’onnipotenza e il suo essere travolgente ed esilarante durante tutta la pellicola.

Lo stesso può dirsi delle performance degli altri attori, su tutti sicuramente spiccano John Goodman e Riz Ahmed: il primo che veste egregiamente i panni del presidente bigotto e instabile che deve necessariamente dimostrare a sé stesso e ai suoi leccapiedi di avere sempre la risposta giusta in ogni situazione; il secondo invece con il suo scienziato indiano nevrotico ma tremendamente consapevole dei suoi errori diventa quasi una nemesi dello stesso Digger e delle sue pretese megalomani. Anche Sandra Hüller con la sua Emma si dimostra un’attrice capace di lasciare il segno, riuscendo bene a trasmettere nello spettatore il suo profondo sconforto nell’avere come fratello un individuo spregevole e opportunista ma da cui non riesce a staccarsi finanziariamente.

Digger - Riz Ahmed (foto Warner Bros. Pictures)
Digger – Riz Ahmed (foto Warner Bros. Pictures)

Digger è un film complesso e fortemente satirico, che punta più che alla riflessione sull’attuale situazione climatica mondiale ad una feroce critica verso noi stessi e le nostre ipocrisie. Una società che millanta più energia rinnovabile ma che ancora non riesce a fare a meno dei combustibili fossili, che accusa le multinazionali del petrolio di distruggere il mondo ma che continua a comprare macchine a benzina e a consumare sempre più plastica.

Un’opera molto vicina nello stile a Birdman – o L’imprevedibile virtù dell’ignoranza per la messa in scena oltre che per il piglio sarcastico di fondo, che ci mette in guardia e ci urla di smetterla di nasconderci nell’indifferenza e di agire prima che sia troppo tardi. Perché in futuro il dramma raccontato nella pellicola potrebbe succedere in qualsiasi momento (o è già successo?) e dobbiamo essere pronti ad assumerci le nostre responsabilità, invece di continuare a scavarci la fossa da soli.

TITOLO Digger
REGIA Alejandro González Iñárritu
ATTORI Tom Cruise, Jesse Plemons, John Goodman, Sandra Hüller, Michael Stuhlbarg, Sophie Wilde, Emma D’Arcy, Riz Ahmed, Pip Torrens, Corey Johnson, Cullen Moss, Joe Hurst
USCITA 1 ottobre 2026
DISTRIBUZIONE Warner Bros. Pictures

VOTO:

Quattro stelle